Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







sabato 4 ottobre 2008

Ti chiamo, signora


signora
quieta sorella
ventre di madre
carne di sogno
tu che sei dentro di me
e sei me
ed eri prima di me
e sarai dopo di me

silenziosa custode
della mia vita
vecchia saggia
filatrice del destino
e della vita che recidi
perché tu rigeneri
e doni la vita ciclica
cerchio che mai si chiude

tu signora
vergine fanciulla
donna pregna
vecchia megera
tu
che porti il mio volto
e mi chiami a scendere
passo dopo passo
in silenzio
nella tua grotta
e io incantata
resto a guardarti rimestare
nel calderone

ti chiamerò Ceridwen
madre e signora
mia regina,
mio principio vitale,
mia dea,
triplice spirale di conoscenza
sogno dell'umanità prospera e laboriosa
senza nè guerre nè morte
che non sia per giusta sorte

vengo a te
nuda
sola
tremante
colma di desiderio
perché tu mi stringa
per sempre
nell'amplesso caldo e oscuro
della terra
e io possa
con te
attendere al calderone
finchè tre gocce
rimangano sul fondo
e quel giorno
solo quel giorno
potrò bere.

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