Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

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Questo bosco è la mia casa.







mercoledì 30 maggio 2007

8 marzo: festa (?) delle donne


Ora che la "festa" è passata da un bel po', voglio riportare un articolo che mi è piaciuto molto e condivido quasi totalmente:


5 comportamenti per un nuovo otto marzo


Se il cane è il vero amico dell'uomo, il gatto è il vero amico della donna, come molte donne lo sono dei gatti (gattare molte, gattari pochi..). Su questa base cogliamo l'occasione per puntualizzare le nostre linee di comportamento per donne felinofile in occasione del giorno della mimosa. Si tratta, ovviamente, di semplici suggerimenti su cui meditare.

Ecco le 5 cose da NON fare per la "Festa della donna":

Considerare l'otto marzo una festa

E' una giornata di riflessione, di analisi, di azione, non un'occasione di svago e regalino commerciale.
Rispondere "grazie"a chi vi fa gli auguri di “buona festa della donna”
Con gentilezza rimarcate che non è un giorno diverso dagli altri, che essere donna non è un ruolo (come invece lo sono l'essere mamme o papà)..

Regalare, chiedere o accettare mimose

L'otto marzo, secondo la Cia si venderanno oltre 18 milioni di ramoscelli di mimosa, per oltre il 90 per cento prodotta in Liguria. Solo ad Imperia se ne sono prodotte più di 150 mila scatole (ogni confezione contiene più di 3 Kg di mimose). La produzione vede impegnate circa 2000 aziende con una superficie coltivata che si aggira a 550 ettari. I dati bastano a spiegare l’impatto ambientale che un simile commercio sortisce, senza considerare l’effetto del trasporto dei rametti gialli. La coltivazione dell’acacia dealbata questo il nome scientifico della mimosa non è esente dall'utilizzo di insetticidi ed erbicidi, perciò l'incentivarla non è una scelta eco-compatibile. Niente mimose, se proprio non resistete alle decorazioni contestualizzate, optate per le versione sintetica, ne esistono di bellissime, da riutilizzare ogni anno, come gli alberi di Natale. Oppure per la cartolina virtuale, magari realizzata ad hoc, scegliendo una delle tante foto di mimosa rintracciabili in rete.

Fare/accettare doni convenzionali.

Nel caso decidiate di fare un regalo, o vogliate comunque sottolineare la data, individuate (o suggerite a chi vi farà il dono ) un'iniziativa di solidarietà legata alle donne e sensibilizzate le persone in merito. Tra queste ci sono il progetto di microcredito di Pangea, grazie al quale centinaia di donne di Kabul hanno potuto ricominciare a vivere con dignità e con la certezza di aver acquisito istruzione e competenze professionali con cui raggiungere l’indipendenza economica, uno dei presupposti all’emancipazione femminile. Gli stessi intenti muovono ICS . Sul lato omaggi graditi, la Coop Toscana sottolinerà la valenza di consapevolezza dell'otto marzo donando alle clieni un piccolo foulard colorato, fatto dalle donne di Madaplathuruth

Partecipare/organizzare cene solo femminili

Non dovrebbe servire una data fissa per questo genere di convivi. L'entusiasmo per l’uscita annuale esclusivamente muliebre è ammesso solo per le signore sopra i 60 anni, che ancora portano il segno dei tempi in cui si usciva esclusivamente accompagnate da un partner legalizzato - marito, padre, fratello - e serbano il ricordo a volte gioioso (per loro) dei pomeriggi trascorsi all’Azione Cattolica o dalle suore a ricamare.




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