Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







mercoledì 16 maggio 2007

Tu mi hai sedotto



... e io mi sono lasciato sedurre.... così rimproverava il profeta Geremia al Dio Creatore dell'Antico Testamento.





mi parlano di Te, del tuo amore, ogni singola ferita, ogni taglio, ogni lacerazione, ogni brandello di pelle staccata, ogni osso slogato, la barba strappata, gli sputi, gli insulti, le percosse, le cadute sotto la croce...

mi parlano di me, di quanto ti sia cara, quegli occhi tenuti bassi dinanzi a chi ti accusa, quel desiderio incomprensibile di patire per redimere, perdersi completamente nella sofferenza più pura e perfetta che mai essere umano abbia sofferto piuttosto che perdere uno di noi, piuttosto che perdere me...

se dico che ti amo, mento, perché ciò che mi lega a te è molto più che amore: conosco l'amore di figlia e l'amore di madre, l'amore di sposa e l'amore di amica e tutto questo insieme non riesce a colmare la misura di ciò che nella mia anima vive ed esiste solo per Te.

Dammi la forza per esserti fedele, Vita mia, amore mio, cuore mio, dolcezza mia, mio principio e mia fine, mia origine e mio compimento, anelito del cuore e dell'anima, mio adorato "anirnen".

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