Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







venerdì 8 giugno 2007

Serenità: dote del cristiano e dell'uomo retto


dagli scritti di San Josemaria Escrivà de Balaguer


Serenità. —Perché arrabbiarti, se arrabbiandoti offendi Dio, molesti il prossimo, passi tu stesso un brutto quarto d'ora... e alla fine non ti resta che calmarti? (Cammino, 8)

La stessa cosa che hai detto, dilla in altro tono, senza ira: il tuo ragionamento guadagnerà forza e, soprattutto, non offenderai Dio.(Cammino, 9)

Non rimproverare quando senti indignazione per la mancanza commessa. —Aspetta il giorno seguente, o ancora di più. E poi, con calma, purificata l'intenzione, non tralasciare di riprendere. —Otterrai di più con una parola affettuosa che con una discussione di tre ore. —Modera il tuo temperamento.(Cammino, 10)

Quando ti abbandonerai sul serio nel Signore, imparerai a contentarti di ciò che avviene, e a non perdere la serenità se le faccende malgrado tu abbia messo tutto l'impegno e i mezzi opportuni non riescono secondo i tuoi gusti... Perché saranno «riuscite» come sarà parso conveniente al Signore.(Solco, 860)

Quando è per il bene del prossimo, non stare zitto, però parla in modo amabile, senza intemperanze e senza sdegno.(Forgia, 960)
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