Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







martedì 31 luglio 2007

mario rigoni stern


Io la terra trentina l’ho amata fin dalle elementari, attraverso una canzone che ci faceva cantare ogni mattino la maestra. Era la canzone del cieco di guerra sull’Ortigara, che guardava Trento da lontano. Non poteva vederla, ma oltre le cime la indovinava, la sognava.» (dall’intervista a cura di Franco de Battaglia, www.Altoadige.it, 2003)

Mario Rigoni Stern è nato ad Asiago (Vicenza) il primo novembre 1921. Trascorre l'infanzia tra i pastori e la gente di montagna dell’Altopiano di Asiago, appena terminata la Grande guerra.
«Per i lavori aiutavo in casa o nel negozio di generi alimentari che avevamo sulla piazza centrale del paese. Ma c’era anche da preparare la legna per l’inverno, tagliare il fieno…»

Nel 1938, entra alla Scuola Militare d’alpinismo di Aosta e, più tardi, combatte come alpino, nel battaglione Vestone, in Francia, Grecia, Albania, Russia. Fatto prigioniero dai tedeschi allorché l’Italia firma l’armistizio (8 settembre 1943), è trasferito in Prussia orientale. Rientra a casa, a piedi, il 5 maggio 1945.
“L’uomo dell’Altopiano” non si muove più dal suo paese natìo, dove risiede tuttora nella casa da lui stesso costruita; trova impiego al catasto comunale fino al 1970, e poi si dedica interamente al mestiere di scrittore.
Nel 1953, Elio Vittorini, dopo averlo definito scrittore non di vocazione, pubblica presso I Gettoni di Einaudi, il suo primo romanzo Il sergente nella neve, che presto diventa un classico della letteratura moderna italiana, e che narra, autobiograficamente, la storia di un gruppo di alpini italiani durante la ritirata di Russia.
Nel 1962, Stern dimostra il proprio genuino talento di narratore dando alle stampe Il bosco degli urogalli, che consacra quanto di personale e universale convive nei suoi scritti: il grande amore di un uomo per la propria terra. Il legame tra memoria e natura diventa infatti l’essenza delle sue opere.
La chiara e semplice rievocazione storico-personale continua con la Storia di Tönle (1978) — ritratto di un pastore attraverso le stagioni della vita che s’incrociano con la Grande Storia — un racconto dalla scrittura cristallina e di immensa efficacia narrativa
Il sottofondo di storie semplici e sofferte continua con L’anno della vittoria (1985) per concludersi con Le stagioni di Giacomo (1995), racconto del ritorno alla vita di una comunità.
Stern collabora tuttora con «La Stampa», per la quale ha scritto brevi racconti, oltre a dedicarsi a studi storici, tra cui il recente volume 1915/18. La guerra sugli Altipiani. Tra due guerre e altre storie riunisce cinquattotto storie scritte tra il 1975 e il 2000. Una buona parte di questi racconti è apparsa nel 1989 nella collana Terza Pagina del quotidiano torinese sotto il titolo di Il magico Kolobok.
Una raccolta di firme presentata dal Gruppo Amici della Montagna, del Parlamento, ha candidato lo scrittore per la carica di senatore a vita.


LE OPERE
Il sergente nella neve, Einaudi, 1953

Il bosco degli urogalli, Einaudi, 1962

La guerra della naia alpina, 1967

Quota Albania, Einaudi, 1971

Ritorno sul Don, Einaudi, 1973

Storia di Tönle, Einaudi, 1978 (Premio Campiello)

Uomini, boschi e api, Einaudi, 1980

L’anno della vittoria, Einaudi, 1985

Amore di confine, Einaudi, 1986

Il libro degli animali, Einaudi, 1990

Arboreto salvatico, Einaudi, 1991

Compagno orsetto, E.Elle, 1992

Aspettando l’alba, Il Melangolo, 1994

Le stagioni di Giacomo, Einaudi, 1995

Sentieri sotto la neve, Einaudi, 1998

Il magico "Kolobok" e altri scritti, La Stampa, 1999

Inverni lontani, Einaudi, 1999


1915-1918 La guerra sugli Altipiani. Testimonianze di Soldati al fronte, Neri Pozza, 2000

Il libro degli animali, Einaudi, 2001

L'ultima partita a carte, Einaudi, 2002

Stagioni, 2006

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