Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

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sabato 6 ottobre 2007

Il calderone e la dea Kerridwen


In questi giorni, senza saperne nulla, ho sentito in modo deciso l'attrazione per il calderone, come simbolo e come essenza e sono andata a cercare notizie e ho trovato Kerridwen, la dea associata al calderone e ho capito una cosa che non mi è accaduta mai prima d'ora: ella mi chiama...

Il Calderone è un antico simbolo celtico che rappresentava il grembo della Dea, da dove tutto nasce. Molti Dei del Pantheon celtico sono rappresentati con un Calderone, i più conosciuti sono Ceridwen e Dagda. Tutt'oggi il Calderone è un simbolo importante per i Neopagani che seguono la tradizione celtica e wiccan. Detto anche paiolo dovrebbe essere in ferro ed avere la bocca dello stesso diametro della base, ed essere panciuto. Le dimensioni sono variabili,ma in genere è abbastanza grande per ospitare un piccolo fuoco o per le offerte alle divinità.

Se di piccole dimensioni viene utilizzato per cuocere tisane o per la cucina rituale. Quando viene usato sull'altare o all'interno del cerchio magico ha un ruolo differente, e un uso diverso a seconda della stagione. Per tutti i riti primaverili si riempie di acqua e fiori, serve a contenere le offerte che verranno bruciate per le divinità. Nel periodo invernale vi si accende dentro il fuoco.

La Dea Ceridwen
Si racconta che molto tempo fa su un isola al centro del lago Tegid, viveva la Dea Ceridwen con i suoi due figli: Creidwy il bello e luminoso e Afagddu (oscurità assoluta) il più brutto bambino del mondo. Per compensare alla sua deformità, la Dea decise di preparare una magica pozione che avrebbe donato a suo figlio un alta intelligenza e una grande saggezza, sarebbe diventato l’uomo più saggio del mondo.
Con attenzione raccolse speciali erbe dalle grandi virtù magiche, le dispose a macerare nel suo calderone incantato insieme con acqua sorgiva. Il tempo di preparazione per la pozione era molto lungo: un anno e un giorno e per ciò mise a controllarla un giovane ragazzo di nome Gwion Bach, con la raccomandazione di non berne nemmeno un goccio!
Un giorno al termine dello scadere della preparazione, mentre la Dea era assente, tre gocce del liquido che bolliva, schizzarono sul dito di Gwyon che le portò immediatamente in bocca per alleviarne il dolore. Immediatamente fù colmato di tutta la conoscenza e la saggezza universale, derubando così il povero e brutto Afagddu dell’unica possibilità di riscatto.
La Dea Ceridwen andò su tutte le furie e si getto all’inseguimento di Gwyon, che intanto avvertito dai suoi nuovi poteri, era fuggito per evitare le ire della Dea.
Per fuggirle più velocemente si trasformò in una lepre, ma la Dea si tramutò in un levriero. Gwyon diventò un pesce e lei una Lontra, poi un uccello e lei una civetta. Infine decise di tramutarsi in un chicco di grano e di nascondersi in mezzo ad altro grano, ma la Dea, sottoforma di gallina, lo scova e lo mangia. Tornata in forma umana scopre di essere incinta e dopo nove mesi partorì.
Portando ancora rancore per l’accaduto e riconoscendo il giovane Gwyon nel neonato, decise di affidarlo alle acque di un fiume.
Il bambino fu trovato incastrato in una diga dal principe Elphin che non appena vide la sua “fronte radiosa di luce” lo battezzo con il nome di Taliesin.
Taliesin diverrà il più grande bardo della storia in Gran Bretagna, perché colmo della saggezza e della conoscenza universale acquisita nella sua precendete incarnazione grazie alla pozione sacra della Dea Ceridwen.

Con questo mito è ricordata la Dea Ceridwen, Dea Madre della tradizione Gallese. Rappresenta una delle più antiche divinità del mondo celtico ed è conosciuta come Dea del grano, della natura, delle erbe, della magia e dell’ispirazione sacra.
Altre varianti del suo nome sono CARIDWEN, KERIDWEN, KYRRIDWEEN, CERRIDWEN.. ma il suo nome, comunque, deriva dalla radice KER (porta o città) e DOUE (Dio) quindi rappresenta la porta verso Dio.

Alcune tradizioni magiche la identificano come la Madre saggia, la druida, la strega associata al volto calante della luna, mentre altre tradizioni vedano nella sua figura tutte e tre le manifestazioni lunari delle divinità femminili: fanciulla, madre e anziana.

Il suo mito la vede legata ai cicli continui della morte e della rinascita, necessari per ottenere la sapienza e la conoscenza. Il suo strumento, il calderone, diviene il ricettacolo del suo potere di donare saggezza e ispirazione a coloro che la invocano e bevono dal suo calderone, che essendo connesso con i quattro elementi della creazione (Terra, Aria, Fuoco e Acqua) diviene simbolo di rinascita, spiritualità e abbondanza.
E’ perciò la Dea dei bardi, che attraverso le loro canzoni, la onoravano e da cui ne traevano ispirazione per le loro composizioni, non a caso era definita anche “l’iniziatrice dei poeti”. In galles la parola bardo è Cerddorion (figli di Cerridwen).

A volte Ceridween è denominata, come la Dea Celtica Danu, "Anna" o "Annys" la strega e regina dei morti. E' inoltre la sacerdotessa primordiale, chiamata la "anna nera dei misteri proibiti".
Alla Dea sono consacrati il Cinghiale, simbolo di forza ma anche di amore e la scrofa bianca, da sempre consacrato al culto della Dea Madre e simbolo di fertilità, buona fortuna e prosperità.
Il suo albero è la Betulla, albero legato alla luna, alla rinascita e alla saggezza. Porta con se un falcetto, strumento legato alla luna e simbolo del raccolto (morte e rinascita). La festa in suo onore è festeggiata il 3 luglio.
Chiamiamo a noi la Dea ogni volta che ci apprestiamo ad un cambiamento importante nella nostra vita, affinchè la sua saggezza ci guidi e ci doni il coraggio di osare e andare avanti sul nostro sentiero. Oppure al contrario, quando ci sentiamo ristagnare, bloccarti da eventi, pensieri negativi che non ci permettano di evolverci. In ogni caso, la Dea Ceridwen, può rappresentare la nostra guida nell'incertezza della vita.

fonte: www.wikipedia.it;
http://www.celticworld.it/sh_wiki.php?act=sh_art&iart=525

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