Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







lunedì 14 luglio 2008

i padiglioni lontani



Mary Margareth Kaye, inglese, nasce nel 1908 e cresce in India. Dopo esersi sposata, per seguire suo marito militare, visita molti paesi stranieri. Solo in vecchiaia ritorna in Inghilterra, nel Sussex, e lì muore nel 2004.

Tra le sue opere, la più famosa è sicuramente Padiglioni lontani (1978), uno dei libri più belli che abbia mai letto, che racchiude in sè tutti i generi letterari. E' un romanzo di formazione, d'amore, d'avventura, di guerra, a sfondo sociale, storico ecc.... E' stato un bestseller diversi anni fa; e in inghilterra ne hanno anche tratto uno sceneggiato televisivo di grande successo.

TRAMA: E' ambientato nell' India (e Afghanistan) dell'Ottocento, durante la colonizzazione inglese (il regno della regina Vittoria). Protagonista è Ashton, nato da genitori inglesi nell'India coloniale, ma allevato come un'indù, dopo la morte del padre, da una domestica nel piccolo principato di Gulkote, che gli nasconde le sue vere origini e gli dice di essere sua madre, per proteggerlo. Quando Ashton scopre le proprie origini viene riportato in Inghilterra ed educato all'europea, ma non riesce a sentirsi del tutto a proprio agio in una civiltà e in un ambiente così diversi da quelli orientali, in cui ha vissuto da bambino. Si arruola nelle Guide, torna in Oriente e qui, anche grazie alla sua conoscenza delle lingue e degli usi locali, viene utilizzato in missioni pericolose e segrete, prima in India e poi in Afghanistan. Dopo qualche anno incontrerà una principessa conosciuta durante l'infanzia con cui intreccerà una lunga e dolorosa storia d'amore. L'ultima parte del romanzo è ambientata a Kabul e descrive la disfatta della guarnigione inglese assediata dai ribelli.

in assoluto, il libro che più amo

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