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mercoledì 2 luglio 2008

Questa è la danza del serpente...



Tra i simboli il serpente è l'animale sacro per eccellenza.

Il suo contenuto emblematico, anteriore alla speculazione iniziatica, alla tradizione gnostica e alle diverse discipline ermetiche, affonda le sue radici negli stimoli che, ancor oggi, spingono l'uomo a trovare interessante il fatto che proprio attraverso la mitologia, la filosofia e l'alchimia si perviene ad una percezione argomentativa, nella quale di due immagini si accoglie una terza che raffigura il serpente come il simbolo della vita, espresso nelle parole greche " hen to pan ", cioè l'UNO-TUTTO.
Due immagini: dífatti, col serpente sono stati simboleggiati sia il bene e sia il male.

Il serpente nella simbologia del bene
Sin dai più antichi monumenti egizi si trova come simbolo del Dio del sole RE, un serpente che a modo di aureola si avvolge attorno alla testa del Dio e rappresenta il disco solare.
Tale simbolo, originariamente babilonese ed in seguito adottato dagli alchimisti ellenisti dell'Alto Egitto (dei quali un certo Chymes avrebbe dato il nome alla chimica), identificava ínoltre il Dio Ammon, l'UNO-TUTTO, che per la sua natura di entità ctonia, cioè di spirito regnante nel mondo dell'oltre tomba, veniva rappresentato con un'immagine costituita da un serpente avvolto come un cerchio, in atto di mordersi la coda, ed il corpo era formato da due parti uguali e distinte, di colore differente, una chiara e l'altra scura.
Questa immagine venne successivamente chiamata col vocabolo greco " OUROBOROS ", che in latino si traduce " caudam vorans ".
La parte chiara e quella scura del corpo del serpente simboleggiavano il bene ed il male, il buio e la luce e, infine, i due poli della terra: il tutto era, quindi, il principio dualistico dell'assoluto, il simbolo dell'eternità e dell'indistruttibilità della natura, cioè del ciclo che si rinnova della vita: " nulla si crea e nulla si distrugge ".

Quest'idea del ciclo della natura era stata accolta anche da Eraclito, da Empedocle e da Aristotele

Per tornare al serpente "caudam vorans" è interessante considerare come il movimento circolare dell'anello simboleggiava anche la misteriosa materia primaria del processo alchimistico, per mezzo del quale tra la separazione e la ricomposizione della medesima materia primaria, che è la natura nel suo stadio primordiale, l'uomo tendeva, come prodotto finito, alla ricerca di quella pietra filosofale, la "THAU CIRCULI", che in ogni tempo ha simboleggiato l'assoluto dell'unità del cosmo ed insieme la "pandeità" cioè il compendio di tutte le Virtù di deità, racchiuse nell'UNO-UNICO."
Poiché all'inizio vi era un solo ESSERE, generato per sua natura e creatore di tutte le cose, ne consegue che ogni fenomeno proviene interamente dall'UNO ed all'UNO tutto ritorna (kabbalah).

I princìpi fondamentali della vita (fuoco e luce, terra ed acqua) venivano rappresentati con due elementi: lo zolfo ed il mercurio.
Lo zolfo, principio dell'infiammabilità, comprendeva il fuoco e la luce e conteneva l'idea della mascolinità; il mercurio, principio metallico della instabilità, comprendeva la terra e l'acqua e indicava l'idea della femminilità.

Questi due opposti princípi venivano rappresentati con due serpenti che si attorcigliavano attorno ad una verga: il CADUCEO.

Fu questo il simbolo dell'asse terrestre, emblema di Mercurio.
Secondo la leggenda, Mercurio aveva colpito due serpenti, in lotta tra di loro, che si contendevano il dominio della terra; dopo averli addomesticati li aveva avvolti attorno alla verga in direzione opposta.
Le due serpi, il bene ed il male, la luce ed il buio, gli conferirono il potere divino di legare e di sciogliere, di far nascere, così, dal caos informe un cosmo ordinato.
Innumerevoli altre símbologie venivano attribuite al serpente, ma arduo sarebbe ricordarle tutte.
Citeremo il "serpente crocifisso" che, nel processo di trasformazione chimica, stava ad indicare la "femminilità", in quanto immagine della fissazione dell'ínstabile mercurio, detto pure argento vivo.
Resta comunque assodato che il serpente divenne il simbolo della vita eterna e della forma primordiale del cosmo, da cui derivano quei caratteri di divino e di immortalità, insiti nella sua natura di fuoco e di luce, nonché la sua forza e la sua longevità.

In altre parole, il serpente, nella simbologia del bene, rappresentava la capacità di rinascere e di ringiovanire, cioè la metamorfosi della natura che si nutre di se stessa e ritorna alla sua origine.

Il serpente, simbolo del diabolico
Ben diversa significazione assunse il serpente nel mondo ebraíco-crístiano: esso non fu più apportatore di vita, bensì esattamente il contrario, cioè serpente satanico, istigazione diabolica nel Paradiso Terrestre, negazione della vita immortale (Genesi - tentazione di Eva).
Nel Nuovo Testamento, il demonio è chiamato " l'antico serpente " ed è sempre portato ad esempio per la sua intelligenza malvagia e per la sua astuzia ingannatrice.
Presso i padri della chiesa, nel Medio Evo, il serpente divenne definitivamente il simbolo del male.
È comunque da rilevare che l’associazione del serpente con il male e le sue espressioni non è un concetto prettamente riferibile al cristianesimo, esistono testimonianze in tal senso anche nel mondo antico; il pitone egizio Apophis, ad esempio, era l’emblema stesso del mondo delle ombre; lo stesso concetto è applicabile alla simbologia del serpente come segno della rivolta contro Dio; i rettili nati dal sangue dei Titani si ribellarono a Zeus e addirittura due serpenti furono artefici del tentativo di uccidere un altro dio, quale era Ercole, provando a soffocarlo dentro la culla.


Riassumendo: il serpente, seppure nelle diverse e contrarie ínterpretazioni, ha sempre simboleggiato l'elemento energetico che partecipa al processo perenne della vita, lo spirito divino che vi presiede, la prima materia.
Da sempre il serpente è simbolo di potere, in questo senso la Stregoneria ha fatto suo questo animale, soprattutto nella valenza che lo vede come “Serpente Ancestrale”, ovvero fonte della conoscenza.

Lo stretto legame tra il serpente e la Stregoneria è facilmente rintracciabile ricordando che questo animale, anticamente, essendo accostato alla simbologia delle acque, aveva una valenza simbolica lunare; a riprova basti ricordare che il serpente era attributo proprio delle dee antiche dei pantheon stregonici, quali Ecate, Ishtar e Artemide, rappresentato come immagine stessa del ciclo lunare che si annoda e si scioglie senza fine, così come è proprio fare del serpente.

Eterea

Bibliografia.
da Rivista Massonica n. 2 - Febbraio 1973 - Soc. Ed. Erasmo, Roma
da Internet autore Roberto La Paglia

http://www.materterra.it/Article28.htm

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