Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







giovedì 4 settembre 2008

due lettere di due donne italiane musulmane

L'Islam... questo illustre sconosciuto..

L'Islam.. questo illustre sconosciuto,del quale,in occidente, tutti parlano,ma del quale tutti poco sanno.
Oriente ed occidente.
Un incontro di culture?
Un incontro di culture, a volte negato da ambo le parti,in bilico tra l'ignoranza di un mondo occidentale integralista, fossilizzato ai tempi delle Crociate,ed un mondo musulmano,che nelle sue frange estreme, rifiuta un qualsiasi contatto per timore di contaminazioni.
Od assimilazioni.
Esiste un punto di incontro reale,mondo da pregiudizi,regno delle persone di buona volontà e di buoni principi morali e religiosi,siano esse cristiane o musulmane??Sicuramente si.
Bisogna solo superare la paura del "diverso" ,che per ora la fa da padrona.

Ma cosa sanno gli occidentali dell'islam?

Quali sono le fonti dalle quali attingono notizie?
Fonti sicuramente torbide,rese tali dalla volontà di pochi che possiedono
il monopolio dell'informazione e che gli fanno credere ciò che vogliono.
Fonti totalmente nelle mani di sionisti e filo sionisti,opportunisti ,integralisti cattolici,che da sempre reiterano una menzogna infinita....
Fonti che non lasciano spazio, a chi cerca di fare chiarezza,reprimendolo in ogni modo possibile,ma che sono portavoce di chi "esporta"democrazia..
.....Fonti firmate "Oriana Fallaci"(che Dio ce ne scampi e liberi!!)
Siamo nel pantano sino agli occhi.
Sono una musulmana occidentale. Italiana,convertita all'islam.
L'ho fatto per libera scelta,non perchè ho sposato un musulmano o perchè, come molti miei amici hanno detto,sono uscita di testa.
Sono contenta della mia scelta e lo rifarei. Nonostante non abbia la vita facilissima. Ho deciso di mettermi a scrivere questo articolo dopo una lunga riflessione,sperando che queste mie parole possano servire a fare chiarezza...
Innanzi tutto è bene dire che ho preso molto seriamente questa mia conversione
che prego ,rispetto i tabù alimentari, metto in pratica la mia testimonianza di fede,anche se essendo comunque una donna europea,non potrò mai essere una donna araba e che pertanto certi aspetti della mia educazione e della mia storia,non li posso cancellare con un colpo di spugna .Nè rinnegare
Eppure mi sento comunque musulmana. al cento per cento e ne sono fiera.
Grazie a Dio,sono stata allevata in una famiglia di buoni principi morali,che mi ha insegnato il rispetto e la tolleranza ,che mi ha permesso di capire l'importanza della solidarietà e non mi ha fatto crescere con la paura del "diverso"
Ciò non toglie che nonostante io sia pudica,serena e rispettosa del mio corpo e della mia femminilità,io sia sempre una donna europea e che non intenda rinnegarmi,
una donna europea ,felice,che ha trovato nell'Islam tutti i valori che si sono persi in occidente e nel cristianesimo.Una donna europea che grazie agli insegnamenti dell'Islam si sente rispettata,non si sente oggettivata non si sente preda del maschio sciovinista e tanto meno lo vuole uguagliare nei suoi aspetti più negativi.
Una donna europea che ha capito che spogliarsi, mostrare gambe ed ombellico pizzo delle mutande o biancheria intima non significa liberarsi,ma umiliarsi,piegarsi ai capricci dei signori maschi occidentali,compiacerli e dilettarli...
Una donna europea che ha capito che questo gioco di seduzione rende schiava la donna,la trasforma in un oggetto di piacere,un giocattolo appetibile,la porta ad essere sottomessa alla libido di ogni uomo che passi e quindi invece di "liberarla"la incatena ancora di più ad un ruolo di inferiorità.
Le donne musulmane amano indossare abiti comodi che non mettano in evidenza le forme, alcune di noi indossano anche un morbido velo che ci incornicia il viso...
questo perchè nel Corano è ben specificato quale deve essere l'abbigliamento di una buona credente.
Seguiamo quindi un buon consiglio che Dio ci dà,per non essere nè molestate nè infastidite..
Il maschio è debole..con tutta la forza fisica che può avere, è facile preda per la tentazione....cede con troppa estrema facilità ai richiami della lussuria e non si sa dominare..questo il buon Dio lo sa benissimo,visto che ci ha creati..
Coprire i nostri corpi è un gesto d'amore fraterno verso gli uomini,un dono che gli facciamo,un aiuto che gli forniamo affinché non si smarriscano e non perdano di vista
il cammino giusto e ci rispettino.
Poi con i nostri mariti siamo donne come tutte le altre..anche noi abbiamo la nostra biancheria con i pizzi......e la nostra vita sessuale non è scandita dai soprusi o dall'egoismo del maschio che pensa solo al suo piacere...

Il Corano ci insegna che un atto sessuale lecito e consumato bene,ci da la stessa ricompensa presso Allah che un elemosina fatta..
ovviamente l'Islam non approva rapporti sessuali contro natura,né fuori dal vincolo del matrimonio... e questo anche per il rispetto che l'uomo deve alla donna..
Come si suol dire "chi ha più buon senso lo usi"..per questo Dio sa di potere contare sulla nostra collaborazione affinché gli uomini riescano a dominare i loro istinti e la corruzione non la faccia da padrona...
comunque io non appartengo a quella categoria di persone che sostengono che la colpa di tante violenze sessuali sia da attribuire ai troppi lembi di pelle che le donne esibiscono..io credo alla base di tutto ci sia una totale mancanza di rispetto verso la donna,mancanza di rispetto che nasce per esempio,dalla pornografia dilagante che trasforma la donna in un corpo nudo da prendere come si voglia e quando si desideri
la colpa ti tante assurde violenze sulle donne è solo da attribuire al sistema corrotto lo stesso che incita alla pedofilia e la protegge..lo stesso nel quale germinano le sette sataniche che sacrificano giovani e si perdono in un delirio di orge e sangue... non ci dimentichiamo che la maggior parte delle donne violentate sono vittime di squilibrati,giovani spostati con alle spalle un passato di violenze subite...
Alla luce di quanto detto personalmente mi considero molto femminista
non nel senso che si vuole dare oggi a questa parola,ma quello che aveva originariamente.

Femminista quindi non per andare a vedere gli spogliarelli degli uomini l'8 di marzo
o girare seminuda per le strade,ma femminista in quanto tesa a lottare per l'emancipazione vera della donna secondo i sacrosanti diritti che il Corano ci da, per condannare discriminazioni sessiste, per difendere il diritto alla maternità, per sostenere la causa delle donne vittime di uomini che non le rispettano...

femminista vecchia maniera insomma...

Naturalmente questo stato di cose mi mette in una posizione difficile in quanto sono soggetta a critiche ,sia da parte di certi fratelli un po’ più rigidini(che sulla donna hanno concezioni un pò chiuse)sia da parte di amiche e parenti che non riescono a capire,come è possibile che io"avendo abbracciato la religione più maschilista del mondo possa essere femminista,senza avere conflitti di coscienza"

Ma l'islam è veramente una religione maschilista,o che?
è evidente che molti musulmani ,che per altro rispetto ,sono strettamente legati ad una concezione islamica,prettamente "maschile".. d'altra parte tutte le varie interpretazioni coraniche,sono state fatte da uomini,mentre il Corano e sceso anche per noi donne..
Non a caso il Corano ci da dei diritti,che purtroppo, per tutta una serie di motivi, primo tra tutti l'ignoranza, passano, a volte, un po’ in cavalleria.(e di questo stato di cose ne approfittano subito i mass media occidentali, che elevando il tutto all'ennesima potenza ed in bilico tra la falsa verità e la menzogna,dipingono la donna musulmana, meno importante del cammello, schiava e derelitta).
Per ciò che concerne amiche e parenti risulta evidente che il loro modello di pensiero, ricalca fedelmente il modello mediatico.(e quindi per loro sono una poverina da compatire che si crede libera e addirittura femminista...!)
Personalmente ritengo che non ci sia contraddizione nel mio modo di ragionare e cercherò di dimostrarlo.
C'è chi sostiene, che la ragione sta sempre nel mezzo.Il problema è trovare quel mezzo e cominciare piano piano,un passetto a destra ed uno a sinistra a buttare giù barriere,pregiudizi,luoghi comuni ed interpretazioni soggettive..il resto viene da se.
Secondo me l'unico punto di partenza,il nodo centrale da cui partire si riassume in queste poche righe:"è in nome dell'Islam e dei diritti che ci dà è in nome della nostra identità di musulmane che noi lottiamo contro le discriminazioni delle quali siamo oggetto nelle nostre società".
Perchè le discriminazioni esistono.
Citeremo adesso alcuni detti del profeta Mohammed:(*)(Sunna)
Prima però chiariamo il significato della parola Sunna:
Letteralmente vuole dire tradizione: Allah ha trasmesso agli uomini la sua parola attraverso il Profeta, facendo scendere il Corano tra di noi. Il Profeta ci ha trasmesso tutto un insieme di insegnamenti e tradizioni(la Sunna)sempre per volere di Allah.
"la ricerca del sapere è un obbligo di ogni musulmano e di ogni musulmana"
ed ancora: "colui o colei che educherà sua figlia allo stesso modo di suo figlio,sarà protetto dal castigo nell'altra vita". Questo significa che "l'istruzione è fondatrice dell'identità musulmana ed il miglior esempio è proprio la moglie di Mohammad.(*), Aisha,che ha trasmesso molte tradizioni,istruito tante generazioni e che,durante la sua vita,è rimasta un punto di riferimento in materia di conoscenza religiosa. Resta il fatto che tra questo insegnamento fondamentale e la realtà delle società islamiche oggi il divario è immenso.
L'ignoranza delle donne così come è diffusa e a volte mantenuta oggi,è uno dei più grandi tradimenti del messaggio dell'islam. Ed è il campo ove la discriminazione delle donne è più forte." (tratto da" Possiamo vivere con l'islam" di Tariq Ramadan pag.71)
Abbiamo detto che moltissime donne non sono assolutamente a conoscenza dei molti diritti che l'Islam le garantisce e che pertanto non sono in grado di opporsi alle palesi violazioni degli stessi ad opera di maschio musulmani che spessissimo sbagliano, perché ignoranti a loro volta, o perché questo stato di cose conviene loro.
Resta fermo il fatto che ,in buona od in cattiva fede,molti musulmani sono congelati
ad un concetto di bieco maschilismo che è tipico del pre-islamismo..o tribale... che purtroppo anche molte donne condividono....perché spesso le più maschiliste,sono proprio certe donne..
Istruire una donna, educarla nei veri insegnamenti dell'islam,significa innanzi tutto prestar fede e trasmettere il volere di Allah.
Non educarla nei veri insegnamenti dell'islam,significa invece disubbidire al volere di Allah,significa confondere l'islam con la tradizione beduina del deserto.
E' molto semplice.
Dal punto di vista pratico, significa fornirle gli strumenti necessari per educare e correggere l'errore palese di molti uomini che sbagliano in buona fede.(od in mala fede!)
significa darle la possibilità di smentire coloro che volutamente ritengono che sia giusto che la donna non possa accedere alla conoscenza e che di fatto tradiscono l'islam ed il suo profeta facciamo un esempio:parliamo di poligamia.
Come tutti sanno,nell'islam è concessa la poligamia. Concessa, non obbligatoria.
La maggioranza delle donne musulmane però non sa che è suo diritto inserire nel suo contratto di matrimonio che il marito non sposi altre donne, pena la risoluzione ipso facto del matrimonio stesso.
Se l'uomo in questione accetta la clausola non avrà altra scelta che piegarsi a questa richiesta oppure sopportare un divorzio oneroso.Questa clausola è prevista nel fiqh di Ahmed ibn Hanbal il fondatore della scuola giuridica maggioritaria in Arabia Saudita.
IL VELO ISLAMICOIl Corano, parlando del velo, dice: "e di alle credenti..... di lasciare scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che i loro mariti...."( XXIV, 31) e : "quanto alle donne in menopausa,che non sperano più di sposarsi, non avranno colpa alcuna se abbandoneranno i loro veli.."(XXIV,60) e ancora :"o profeta..di alle tue spose,alle tue figlie,alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate.."(XXXIII, 59)
Visto e considerato che il velo è da sempre il cavallo di battaglia dei nemici dell'islam vorrei dire due parole a proposito.
Innanzi tutto nessun dovrebbe obbligare una donna ad indossare il velo il velo è una libera scelta della donna.
Chi obbliga una donna ad indossarlo, magari con la violenza è un traditore dell'islam.
Indossare o no il velo è una questione che riguarda la donna, colei che sceglie di non indossarlo dovrà rendere conto solo a Dio.
Il velo integrale (burka afghano o niqab) secondo me è contrario alla maggior parte della giurisprudenza islamica che ritiene lecito che una donna mostri il viso le mani e i piedi.

Bene, questo è quanto..

Personalmente sono molto contenta di essere tornata all'Islam e spero che altre donne non si facciano trarre in inganno dai pregiudizi e dai vari luoghi comuni e seguano il mio esempio,esattamente come io ho seguito l'esempio di altre prima di me..

Patrizia Nur Parodi

BismilLahi arRahmani arRahimi,

Cara sorella, dopo aver letto la tua testimonianza ho sentito il desiderio di scriverti perché ho trovato molti punti in comune con la tua esperienza…

Sai, anch’io mi definisco musulmana e femminista… e, ti dirò, penso che le due cose vadano di pari passo.

Il mio percorso è lungo, è passato attraverso crisi, letture personali, ricerche, conoscenze… ma certo non sarei mai arrivata all’Islam se Allah non mi avesse guidata in questo senso aprendo il mio cuore e sollevando i veli dell’ignoranza, dei pregiudizi e della miscredenza (alhamdu liLlah!).

La cosa curiosa è che questa mia conversione (anche se il termine non mi piace molto) si è consolidata proprio durante un periodo di studio sul femminismo e sulle sue teorie per la mia tesi universitaria… argomento che non è stato casuale ma che già si iscriveva in una mia critica della condizione della donna nella nostra società occidentale, critica più o meno cosciente… ma molto sentita.

Ho avuto modo di riflettere a lungo sulla mia identità di essere umano in generale e di donna, sulla mia femminilità, sui miei diritti e le mie necessità che sentivo non soddisfatte nella mia vita di pseudo-cristiana delusa dalla Chiesa, dai suoi dogmi e dalla tradizione giudeo-cristiana in generale come fonte del modello occidentale.

L’islam mi ha aperto nuovi orizzonti, mi ha fatto uscire dalla sterile lotta uomo-donna affermata da note “femministe”, mi ha aiutata a riabbracciare la mia femminilità come un valore ritrovato che non doveva essere rifiutato come gesto estremo per liberarsi dalla dominazione maschile ma, anzi, doveva essere rafforzato e coltivato… il ruolo che Allah ci ha dato è primordiale ed è un’ulteriore conferma del Suo Amore e della Sua Misericordia verso noi donne, che non siamo le eterne colpevoli di un peccato originale dalle sembianze diabolicamente femminili, ma figlie, mogli, madri e semplicemente (e felicemente) DONNE, con le nostre qualità e le nostre debolezze, e che godiamo degli stessi diritti dell’uomo pur vivendo appieno la nostra differenza…

… e soprattutto siamo LIBERE perché sottomesse a Dio e a Dio solo…

Libere di offrirci allo sguardo di colui che scegliamo come marito, un marito che avremo scelto per noi sulla base non del suo conto in banca, della sua bellezza, del suo potere, delle sue conoscenze… ma sulla base della sua fede e della sua devozione a Dio… che si tramuta necessariamente in gentilezza, cura, attenzioni spirituali e materiali per la propria moglie.

Libere di essere noi stesse, di ascoltare il nostro cuore e di vivere pienamente la vita in tutti i suoi aspetti, capaci di DARE agli altri perché non rinchiuse nella logica dell’egoismo e del denaro…. E dunque capaci di prendere ciò che i nostri fratelli e le nostre sorelle ci offrono, rafforzate dal sostegno della Comunità e, soprattutto, confortate e assistite in ogni momento da Dio.

Libere nella nostra dignità, nel nostro pudore, nella nostra sensibilità, che verranno difese e protette dall’islam.

Libere di essere veramente MODERNE, di non sottometterci a tradizioni e atteggiamenti che non sentiamo come nostri solo perché nate in Occidente, ma capaci di affermare le nostre convinzioni e di vivere secondo regole ben più moderne di quelle attuali… perché il progresso è una cosa soggettiva e la libertà sta anche nel progredire verso l’esistenza che più si addice alla nostra identità… e alla natura umana in genere.

E, infine, libere di dirci femministe anche quando tutti storcono il naso o sorridono ironicamente, perché forse proprio noi che abbiamo vissuto questa duplice esperienza pre- e post-conversione sappiamo di cosa parliamo…

Un caro abbraccio.

Serena Hadia Ciccone

fonte:http://www.islam-online.it/donna/testimonianze.htm#Era

nota personale
Aver pubblicato queste due lettere non implica una mia scelta in alcun senso nè un tentativo di presentare una realtà così composita come l'Islam attraverso le parole di due donne italiane. Ma mi sembrava doveroso ascoltare anche loro, oltre tutti il gran clamore che ne fanno i mezzi di (si spera corretta) informazione.

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