Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

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mercoledì 3 settembre 2008

Il hijaˆb (parte prima)



Fondazione: etimologia, Corano e Sunna.

La parola araba hija^b, viene dalla radice triletterale “h- j- b”, che significa velare coprire, celare,nascondere qualcuno a; precludere qualcuno a qualcuno; togliere qualcuno da, sottrarre qualcuno a; rendere qualcuno invisibile; rendere qualcuno impercettibile per intromettersi…”,

da cui hija^b, involucro, coperta ,cortina, tenda, schermo, velo delle donne musulmane,diaframma, amuleto..”. Questa parola è presente nel Corano 8 volte:

1. Sura VII;46: “E tra i due vi sarà un velo..” ( quelli del Giardino e quelli del Fuoco)

2. Sura XVII,45: “Quando leggi il Corano, mettiamo una spessa cortina tra te e coloro che non credono nell’altra vita.”

3. Sura XIX,17: “Tese una cortina tra sé e gli altri. Le inviammo il Nostro spirito, che assunse le sembianze di un uomo perfetto. (Maria quando le viene annunciata la nascita di un figlio puro

4. XXXIII,52 e53: “… quando chiedete ad esse un qualche oggetto, chiedetelo da dietro una cortina O mogli del Profeta, non siete simili ad alcuna delle altre donne…”

5. Sura XXXVIII, 32: “disse: “In verità ho amato i beni (terreni) più che il Ricordo del mio Signore, finchè non sparì (il sole) dietro il velo (della notte).

6. SuraXLI,5: “I nostri cuori sono avviluppati ( in qualcosa che li isola), da ciò cui ci inviti, e c’è un peso nelle nostre orecchie. C’è un velo tra noi e te. Fai pure (quello che vuoi) e noi (faremo) quello che vogliamo!”.

7. Sura XLII,51: “Non è dato all’uomo che Allah gli parli, se non per ispirazione, o da dietro un velo, o inviando un messaggero che li riveli, con il Suo permesso, quel che Egli vuole.Egli è Altissimo, Saggio.

8. Sura LXXXIII,15: “Niente affatto: in verità in quel Giorno un velo li escluderà dal vedere il loro Signore.”(i frodatori)

Dal Corano possiamo quindi ipotizzare le seguenti funzioni del velo:

v Separazione tra condizione felice dei giusti e condizione infelice degli ingiusti.

v A coloro che non credono nell’altra vita non è permesso di capire.

v Protezione per la donna che è scelta da Dio, per poter ascoltare il suo annuncio.

v Condizione particolare, riservata alle mogli del Profeta (pace e benedizione su di lui).

v E’ al tramonto che si riacquista la saggezza (tramonto del giorno e della vita), perché le passioni vengono ridimensionate.

v C’è una cortina tra uomo e Dio, che non rende immediatamente accessibile la sua visione.Questo scoraggia i superficiali.

v Invece da dietro questa cortina, Egli parla: essa è dunque nascondimento e nello stesso tempo luogo di rivelazione.

v Non solo gli increduli, ma anche i frodatori, coloro che imbrogliano gli altri, sono esclusi dalla vista del Signore.

Il velo islamico è Coperta, ha una funzione di Protezione per la donna giusta, è Schermo,che la separa dai comportamenti e dai luoghi dell’ingiusti, che sono quelli che compiono il male,che frodano, ma anche quelli che sono superficiali e non danno importanza alla conoscenza di Dio, che non lo cercano con forza, che si fermano e se ne vanno di fronte alle difficoltà,, che vogliono fare quello che vogliono. Dichiara così la sua natura di mezzo per :

…perché se nasconde è Per svelare Di Più, separa per Unire di più, è Tenda (luogo) per l’Incontro,è Involucro per la persona profonda, è anche Amuleto, perché protegge dal male, la fortuna vera viene da Dio e talvolta ha un volto strano. C’è una saggezza che viene solo al tramonto: quando le passioni tacciono o si fanno silenziose grazie al coprirsi.

L’hija^b, il velo islamico, se riceve il suo significato dall’etimologia del termine e dall’esame delle Sure che abbiamo citato, dall’altra viene ordinato come abbigliamento da indossare, alle mogli e alle figlie del Profeta e a quelle dei credenti, in altre due Sure: “I coalizzati”, e “La luce”, dove appaiono rispettivamente le parole parole Khumur e Jalabib:

1. Sura XXIV,30-35,La Luce (An-Nu^r) : « Dì ai credenti di abbassare il loro sguardo e di essere casti. Ciò è più puro per loro. Allah ben conosce quello che fanno.

E dì alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare dei loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri….. e non battano i piedi sì da mostrare gli ornamenti che celano…”

La Sura “La Luce”, prende il titolo dal 35° versetto,di grande bellezza e profondità che dice: “Allah è la luce dei cieli e della terra. La Sua luce è come quella di una nicchia in cui si trova una lampada, la lampada è in un cristallo, il cristallo è come un astro brillante; il suo combustibile viene da un olivo benedetto, un olivo né orientale né occidentale, il cui olio sembra illuminare senza essere neppure toccato dal fuoco. Luce su luce. Allah guida verso la Sua luce chi vuole Lui e propone agli uomini metafore.Allah è onnisciente.”

Questo tema della luce pura (Luce su luce) illumina tutta la Sura, è la Luce pura che fa apparire in tutta sua gravità il peccato della fornicazione, mancanza di purezza, che però deve essere luminosamente provato,e punito duramente alla luce di credenti puri,(1-3), perché la luce degli uomini è solo metafora della luce purissima di Dio, spesso essi passano da accusatori ad accusati.(4-7). Solo Dio è Luce su luce,cristallo purissimo per cui noi abbiamo tutti bisogno di misericordia e perdono: “Se non fosse per la grazia di Allah nei vostri confronti e per la sua misericordia…! Allah è colui che accetta il pentimento, il Saggio”.(10) Anche l’adultera ha diritto al perdono: “E sia risparmiata (la punizione alla moglie) se ella attesta quattro volte in nome di Allah che egli è tra i mentitori e la quinta (attestazione invocando) l’ira di Allah su se stessa se egli è tra i veritieri (8), perché il giudizio finale e la punizione spettano a Dio (9), Luce pura che non si spegne perché brucia senza consumarsi, nutrita da nessun altro che da Se stessa (35). I credenti e le credenti sono coloro che sono guidati verso la Sua luce, da Lui scelti, (35), non si impietosiscono per debolezza (2) ,sono resi puri dalla grazia di Allah e dalla Sua misericordia (20) ,perdonano perché desiderano che Allah li perdoni.(22).Per camminare verso questa luce pura abbassano gli occhi, cercando ciò che è più puro per loro (30) e le credenti non mostrano i loro ornamenti che a chi è loro consentito, e non fanno neanche un piccolo gesto per uscire da questo impegno, sono severe con se stesse (31), i credenti e le credenti preferiscono sposare un povero che peccare (32), se non possono cercano la castità. I credenti, che Dio guida verso la Sua Luce pura, sono coloro che liberano se possibile gli schiavi e non approfittano di loro per brama dei beni di quaggiù. (33).

C’è poi il tema delle case della Luce: la prima è il mondo,”Allah è la luce del cielo e della terra”,,in essi c’è una nicchia (l’anima dell’uomo?)… poi ci sono le case abitate da uomini che glorificano Dio…(36) a dimensione universale,come lo fa tutta la creazione Sua:gli uccelli spiegano le ali…alterna il giorno e la notte.. dall’acqua ha creato tutti gli animali…(41-45). Nelle case che non sono le proprie, si deve entrare solo chiedendo permesso, nelle case si può mangiare da soli o in compagnia,con i malati e con i sani, con i parenti e con gli amici…(61) la purezza della casa non è sporcata dalle malattie, ma da un comportamento irrispettoso: bisogna chiedere permesso per entrare e in tre momenti preservarne la riservatezza.(27, 58,59,62), e distinguere tra come ci si rivolge al Profeta e agli altri. (63) E poiché l’abbigliamento è un momento per camminare verso La luce,e non il fine: “Quanto alle donne in menopausa, che non sperano più di sposarsi, non avranno colpa alcuna se abbandoneranno i loro veli, senza peraltro mettersi in mostra; ma se saranno pudiche, meglio sarà per loro, Allah è Colui che tutto ascolta e conosce.(60)

2. Sura XXXIII,59: “O Profeta, dì alle tue spose, alle tue figlie, e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate. Allah è perdonatore, misericordioso.”

La Sura “i Coalizzati” riceve il titolo (che è una chiave di interpretazione della Sura) dalla coalizione che si formò nel quinto anno dall’Egira e che vedeva alleati politeisti, ebrei e medinesi. I musulmani, molto inferiori di numero, riuscirono a vincere grazie ad una strategia suggerita da un liberto di origine persiana, che consistette nello scavare un profondo fossato tra i due schieramenti, in modo da fermare le cariche della cavalleria beduina.Già nell’avvenimento storico troviamo un primo importante concetto: la necessità di usare delle strategie, quando si è in minoranza per arrivare al fine. Il titolo è desunto dal punto di vista letterario, dai versetti 20-22, che dicono: “Pensavano che i coalizzati non se ne sarebbero andati. Se i coalizzati ritornassero, se ne andrebbero nel deserto a vagare tra i Beduini e chiederebbero vostre notizie. Se fossero rimasti con voi avrebbero combattuto ben poco. Avete nel Messaggero di Allah un bell’esempio per voi, per chi spera in Allah e nell’Ultimo Giorno e ricorda Allah frequentemente.Quando i credenti videro i coalizzati, dissero: “Ciò è quanto Allah e il Suo messaggero ci avevano promesso: Allah e il Suo messaggero hanno detto la verità.”

Il secondo tema che appare è quindi quello della Separazione, distinzione, tra coloro che sono i veri credenti da coloro che sono ipocriti e miscredenti (1).E’ nel comportamento assunto nella dura prova che la differenza è evidente: i primi restano,e così possono riconoscere l’intervento di Allah, gli altri fuggono lontano e inventano delle scuse per coprire la loro paura.(13,19,20)

Nella Sura si stabilisce poi una distinzione tra le mogli e le madri, i figli naturali e quelli adottivi(4-5), tra le mogli del Profeta e le altre donne, fissando per loro delle regole diverse, adatte al loro particolare statuto (29-33), tra le credenti e le altre donne (59), tra il Profeta e gli altri Profeti (egli è il Sigillo) e gli altri uomini: “egli non ha nessuna colpa perciò che Allah gli ha imposto”(38), perché il Profeta è esempio per i credenti, più vicino a noi di noi stessi,più vicino a Dio di qualsiasi creatura,tanto che l’obbedienza e fiducia a Dio e al Profeta sono un tutt’uno: “L’ordine di Allah deve essere eseguito” (37) e “Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente e la credente scelgano a modo loro (36), perché Allah è sapiente, Saggio, Ben informato, Sufficiente Patrono, dice la Verità, guida sulla retta Via, Perdonatore, Misericordioso….e Mohammed, pace e benedizione su di lui, è l’Inviato d’Allah e il sigillo dei profeti, “Allah e i suoi angeli benedicono il Profeta”.

Da questo breve esame della Sura “I coalizzati” vediamo come in essa emerga il concetto che l’uso di strategie, sia attraverso un fossato che attraverso un velo,sia attraverso regole particolari per situazioni particolari, è necessario, è obbedienza a Dio e al Profeta, nonostante ciò non sia agevole, affinché arrivi la vittoria.Infatti in tutta la Sura si respira un’aria di difficoltà e sofferenza che trova risposta solo in Dio e nell’esempio dei Profeti, non tanto nelle logiche umane, che quando la situazione è scomoda tendono all’autodifesa, abbandonano il campo.Solo i credenti e le credenti saranno vittoriosi:l’uso dell’hija^b qui si inquadra dunque come uso di strategia necessaria per conseguire la vittoria, che è nelle mani di Colui che ha preparato per loro “generosa ricompensa” (44).

Anche nella Sunna troviamo qualche indicazione sull’hija^b. Si racconta, infatti, in un hadi^th, di Abu^ Da’ud, riportato da ‘Aisha,, come Asma, figlia di Abu^ Bakr entrò un giorno dal Profeta, pace e benedizione su di lui, vestita di abiti trasparenti ed egli disse alla madre:”O Asma, quando tua figlia diventa pubere, conviene che mostri solo queste parti (e indicò il viso e le mani). Da ciò si conferma che l’hija^b va inquadrato all’interno di un discorso morale, di purezza, di castità., ed è richiesto dalla pubertà fino alla menopausa, tempo in cui si presume che le passioni siano superate, al tramonto appunto, se una vuole continuare è però meglio.

Abbiamo ancora la testimonianza di ‘Aisha circa la sua immediata applicazione nella comunità dei musulmani: “Effettivamente , le donne qurayscite hanno molti meriti, ma giuro su Dio che non ho mai visto migliori donne di quelle di Ansare; la loro fede in Dio era più forte. Appena fu rivelata la Sura “La Luce”,con i versetti relativi all’hija^b, gli uomini accorsero per informare le loro spose, le loro madri e le loro figlie, che applicarono subito tale versetto e si presentarono il giorno seguente, alla preghiera dell’alba, avvolte nel loro hija^b, silenziosi e immobili.”

Quindi i concetti- chiave che emergono da questa ricerca etimologica e coranica sull’hija^b sono:

v La sua natura di Mezzo per; Strumento per; Strategia Per:

v La purezza, la castità, e la

v Distinzione, durante:

v Tempo del desiderio, delle passioni : (pubertà – menopausa)

v Come obbedienza a Dio e al Profeta.

- fine prima parte -

http://www.islam-online.it/donna/hijab.htm

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