Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







venerdì 5 settembre 2008

il prezzo della fedeltà


Uno dei più duri da pagare, uno dei peggiori e non parlo di fedeltà coniugale, non solo e nemmeno unicamente del dividere il letto con l'uomo che hai sposato, perché la fedeltà del cuore è quella che tiene unita la famiglia, almeno per una donna. l'uomo va con chi vuole. la donna con chi ama. e se invece cerca solo del sesso, la sua famiglia non si sfascerà per questo.
Parlo della fedeltà agli impegni, quelli presi e vincolanti, allevare i figli, dargli una buona educazione e tanto amore oltre a un buon tenore di vita e prima di questo; parlo della fedeltà al compagno di vita, per serietà e per amore; parlo di fedeltà agli impegni sul posto di lavoro; di fedeltà del cuore anche nella fede.
Qui, ammetto, sto vacillando, nauseata dalla scarsa o nulla considerazione, nonostante il modernismo, della donna nella chiesa cattolica, di un Dio ebreo che non riesce a capirmi che cosa sono io come donna. Sto bestemmiando, lo so.
Sono i suoi sacerdoti che essendo uomini non capiranno mai cosa significhi essere donna. E del peccato della madre Eva, se di peccato si trattò, ci faranno ingoiare fiele fino alla consumazione dei giorni.
Chissà, forse un giorno mi prostrerò a oriente, a un Dio che mi chiede tanto quanto chiede a un uomo, che mi ha creato uguale e non succube, che mi vuole libera e istruita alla pari, nonostante i soffocani tentativi purtroppo riusciti dei maschi che condividono questa fede. Almeno sulla carta saremmo alla pari. Nella mia religione io sono una proprietà senza diritti, sottomessa. Diversamente, una predestinata alla dannazione.
Ma non era di questo che volevo parlare.

Il prezzo della fedeltà lo scrivo ogni giorno con il sangue, nel ritmico pulsare del mio cuore, quotidianamente, senza deflettere, mai, perché donna, perché madre, perché essere umano completo e senza ripensamenti nonostante i dubbi, le paure, le incertezze e il ritornare sui propri passi.

So chi sono e so che cosa voglio e quando smetterò di asservirmi alla volontà degli altri, chiunque essi siano, perché inculcatomi da un paio di migliaia di anni di società greco - latina, poi dalla chiesa giudeo cristiana, allora magari mi renderò conto che sono nata libera e a nessuno devo più di quello che è stabilito dalla giustizia del cuore. E che ho diritto ad altrettanto.

Ma non so se potrò cambiar pelle, come il serpente.

E il prezzo della mia fedeltà continuerò a pagarlo nel dolore di vivere.

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