Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







lunedì 27 ottobre 2008

sperare, virtù difficilissima


Se interroghi chiunque su quale sia la virtù più difficile ti diranno la castità, l'obbedienza, nessuno parlerà della speranza.
Resta per me tra le più ardue da vivere. La capacità e la presunzione di fare da sè nega la speranza nell'aiuto quotidiano di Dio, nella Provvidenza che tutto offre in dono a coloro che la cercano con cuore sincero.
Speranza, quando non ce n'è più, quando ne hai appena da tirare il fiato, quando non sai in chi averne.
Speranza.
Spes, ultima Dea, dicevano i latini.
Virtù teologale per i cristiani, assieme alla fede e alla carità.
Qualcuno, possibilmente ben preparato, dovrebbe tornare a parlarci della speranza.
Il Papa ci ha provato, da par suo, con la Spes salvi.
Non l'ho ancora letta.
Lo farò.
Sono seduta ai piedi del mio Signore.
Rannicchiata contro il legno della Croce.
Invisibile. Inutile.
Cerco solo Lui e spero di non trovare ancora me.

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