Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







mercoledì 26 novembre 2008

Croce


La stanno togliendo dalle scuole, dalle aule dei tribunali, dalle università, dai luoghi pubblici, in nome di una presunta libertà.
La libertà non è mai qualcosa che lede la dignità altrui.
Come cattolico, vorrei vedere un crocifisso.
Nessuno mi venga a dire che allora dovrei mettere che so, una stella di David o un corano.
Per un motivo semplice, sostanziale differenza.
Il Crocefisso che ci si infuria a togliere con compassionevole livore è l'immagine finale del sacrificio di Dio, Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore sul Golgota, il Calvario. Gli altri sono meri simboli di un credo.
Una persona reale e vivente opposto ad un simbolo?
La Croce non è un simbolo, c'è un Crocefisso sopra.
E quando non c'è, come quella nera del Carmelo, aspetta sempre qualcuno.
Strumento di redenzione, anche se passa attraverso la sofferenza e la morte.
Follia?
Probabile. La logica della Croce è la follia degli uomini.
La pazzia di un Dio che ha troppo amato la sua creatura e ha preferito dare Se stesso in espiazione piuttosto che perdere l'essere amato sin dall'eternità.
Il resto è ombra e silenzio.

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