Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







giovedì 20 novembre 2008

Eluana Englaro non è in coma!

Ha ragione Gulisano: facciamo vedere Eluana e ci renderemo conto che è viva, che non è in stato di coma come dicono moltissimi giornalisti totalmente disinformati e disinformanti, distanti anni luce dalla professionalità e che spesso parlano in totale malafede mossi solo dall'ideologia demoniaca della morte dolce.

Ha ragione Gulisano: la sentenza è una licenza di uccidere, che è forse peggio di una condanna a morte.

Hanno ragione le suore: lasciatela a noi, la accudiremo come sempre abbiamo fatto!

Ha ragione Socci: la Chiesa non giudica, in questi casi, ma nella Chiesa e solo nella Chiesa troviamo i cirenei disposti a portare la Croce con amore e letizia!


Ha ragione il volantino di Comunione e Liberazione: «che società è quella che chiama la vita “un inferno” e la morte “una liberazione”?».

Ha ragione Chesterton quando scrive:

SE SOLO FOSSI NATO

Se gli alberi fossero alti e l'erba bassa
come in qualche strano racconto
se qui e lì il mare fosse azzurro
oltre l'abisso che ci divide
se una palla di fuoco pendesse fissa nel cielo
per riscaldarmi per tutto un solo giorno
se soffice erba verde crescesse su grandi colline
io so quello che farei.
Nell'oscurità io giaccio
sognando che lì mi attendano grandi occhi freddi e gentili
e strade tortuose e porte silenziose
e dietro uomini viventi
meglio vivere un'ora
per combattere ed anche per soffrire
che tutti i secoli per cui ho governato gli imperi della notte
se solo mi dessero il permesso
dentro quel mondo di ergermi in piedi
io sarei buono per tutto il giorno
che avessi da passare in quella terra favolosa
da me non sentirebbero una parola
di egoismo o di vergogna
se solo potessi trovare un varco
se solo fossi nato.


Probabilmente Eluana, come Salvatore Crisafulli, sente fame e sete e teme per la sua vita, perché quella sua E' vita. E forse se potesse parlare direbbe: lasciatemi stare qui, con le mie amiche suorine buone.

fonte: http://uomovivo.blogspot.com/

condivido in toto!

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