Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







martedì 24 febbraio 2009

L'amore per la vita


Oggi non faccio che pensare a lui. Gli volevo bene, tanto. Anche se non l'ho mai conosciuto di persona. Ho due sue lettere, fu così squisitamente gentile da rispondermi in due diverse occasioni. Ma ho ascoltato quello che raccontava nei suoi libri, leggendo e rileggendo le sue parole.
Mi manca, molto. Era un grande, un grandissimo.
Scontato dirlo ora che è morto, si celebrano sempre i morti, mai che riusciamo a dargli soddisfazione da vivi. Se le meritano, non le avranno mai. Siamo avari di compensi con chi merita. Per contro, finiamo per essere prodighi con vallette, veline, calciatori e grandi fratelli. Mah.
Pensavo a lui dopo aver postato la petizione contro la legge Orsi.
Era un cacciatore, lui che amava e conosceva la montagna, le sue montagne, intimamente, conosceva e sassi e piante e fiori e alberi per nome, sapeva tutto, ascoltarlo, leggerlo, era, è un piacere unico, nutre l'anima, anche quando racconta di guerra, di quella che ha vissuto sul fronte, di quella che ha vissuto sul territorio, della prima e della seconda, dell'orrore e della morte.
Non avrebbe accettato di uccidere per il gusto di farlo, nè animali, nè uomini. Ha ucciso per salvare i compagni, per tornare a casa, dal Don.
Cacciava come dovrebbe fare l'uomo sensato, per mangiare, per camminare in montagna, alzarsi mentre è ancora notte, uscire con i cani, assaporare il risveglio.
La caccia non è giusta. Non può esserlo, gli animali non hanno la possibilità di nascondersi, di difendersi, di replicare.
Ma almeno lasciamogli il diritto di passo nelle migrazioni, il diritto al ricovero d'inverno, non uccidiamoli infierendo.
Mi vergogno di questo Paese, caccia indiscriminata, eutanasia, nessuna punizione per i pedofili, chi stupra viene messo in prima pagina ma difficilmente sconta una pena.
No, le radici dei nostri padri sono state strappate.
Ci siamo prostituiti al clamore del benessero, all'oblio che oscura l'anima quando ci vendiamo per non dover pensare alla conseguenza di ciò che facciamo.
Amo la vita, profondamente. In ogni sua forma.
E oggi per questo penso a un uomo grandissimo, che l'amava e l'ha amata fino all'ultimo, mi ha insegnato ad amarla, a conoscerla, ad avere il desiderio di viverla, di scoprirla, di donarla.
Vorrei poter insegnare alle mie figlie l'un per cento di ciò che lui sapeva.
Non sarà possibile. Ma la passione per la vita, il rispetto, sì, questo sì.
Glielo devo, a quest'uomo grandissimo.

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