Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







giovedì 16 luglio 2009

Progetti e sogni


Si sogna e si fanno progetti qui tra le macerie, le scosse del sisma e la desolazione per un futuro che più nero non si potrebbe.
Nonostante la propaganda televisiva, qui da noi non si smuove nulla. Il comune dove risiedevo assieme a mio marito e le figlie, Fossa, uno degli epicentri, che ora è chiuso perché la montagna che lo domina (proprio alle spalle della mia casa) è franata e minaccia di farlo ancora e quindi nessuno potrà tornare a viverci prima di aver messo in sicurezza il monte, non ha idea di quando inizieranno i lavori di realizzazione delle case in legno (parte realizzate dalla protezione civile, parte donate dalla regione civile, parte dagli alpini, ogni giorno le voci cambiano) e questo è realtà per la maggioranza dei comuni limitrofi a l'aquila.
Si smuove qualcosa solo per il capoluogo, si individuano i siti fuori della città dove costruire casa per l'enorme massa di sfollati (la sola città ne ha più di sessantamila) che deve tornare a vivere qui.
Non c'è da ricostruire solo un tetto sulla testa, la maggior parte delle persone ha perso il lavoro (fabbriche, officine, negozi, ristoranti, alberghi, non c'è più niente).
La normalità è un concetto faticosamente costruito giorno dopo giorno con la forza della disperazione. Ma non so se e quanto reggeremo ancora. I problemi sono davvero enormi. La solitudine in cui siamo stati lasciati anche.
Tra un anno, come me, che lo sto già mettendo in conto, quanta gente abbandonerà definitivamente la propria città per le disperanti condizioni di vita?
Ci vorranno venti anni, almeno, perché qualcosa torni com'era, se ci aiuteranno con la zona franca. In mancanza di sgravi e incentivi fiscali, la città morirà. Il costo del solo patrimonio artistico e storico del capoluogo è impressionante. Escludendo ovviamente la periferia e i comuni limitrofi.
Spero che non accada mai più a nessuno di subire un sisma di proporzioni così devastanti.
Buona giornata a tutti.

4 commenti:

chiara ha detto...

carissima..sei tornata e sei già ripiombata nella disperata situazione..io non so come fate e perchè siete ancora lì..io sarei scappata dopo due gg..già, perchè in italia va sempre così dopo un sisma..tante ma tante ma tante volte mi chiedo cosa ci stiamo ancora a fare qui, in questo paese ridicolo!!!
p.s. lunedì ho spedito..
ti abbraccio!!
chiara

vanda ha detto...

Ciao bella il nostro presidente del consiglio oggi ha compiuto la sua 17 visita x controllare i lavori ho appena sentito che tutto procede in modo perfetto e che sta cercando casa x trascorrere le ferie in abruzzo io gli proporrei in tenda ma in comunità non da solo ciao baci Vanda
P.S. porta pazienza so che è facile dirlo ribaci

Elena ha detto...

Ciao cara, hai proprio ragione, sono certa che se il sisma avesse avuto epicentro ad Arcore si sarebbe già ricostruito tutto...
Ma non si vergognano questi politici a mostrare ancora le loro brutte facce in tv???
Ti abbraccio e ti sono particolarmente vicina: resisti e progetta!
Baci, Elena.

bettin ha detto...

ciao...sono sempre senza parole.
La tivù parla ,parla.....persino Berlusconi vuole venire in vacanza lì....ma digli di non prendervi per il culo!!!!!!Che faccia qualcosa sul serio.....mi dispiace di sapere che nulla si muove.Le tue bimbe?Incubi noturni a parte come stanno.....sentono la mancanza anche lro dei posti in cui siete stati in vacanza......!
Ungrande bacio carico d'afffetto!
Betta