Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







martedì 8 settembre 2009

Settembre, il primo freddo


Sono due giorni che la temperatura si è abbassata, mattina e sera siamo sui 7/10 gradi, il giorno sui venti, magari domani risalirà, negli anni scorsi abbiamo avuto ottobre e novembre con 20/25 gradi, da spararsi... intanto s'approssima l'autunno, poi sarà di casa l'inverno... chissà, magari quest'anno con tutti i disagi da sfollati che abbiamo, ci sarà la neve... in effetti, se la natura facesse il suo corso, questa sarebbe la norma qui da noi, a meno che il nostro magnifico presidente del consiglio non riesca a impedirlo, stile giosuè che fermò il sole... chi può dirlo.

Mi sta tornando l'influenza, mi sento dolorante e acciaccata, ad agosto ho avuto, durante le ferie, 4/5 giorni di raffreddore puro e febbre... boh... chi se ne importa, vorrà dire che mi infilo nel letto e ne esco dopo la guarigione, come si faceva una volta, quando si contemplava la convalescenza come ripresa delle forze per poter essere utili a se stessi e alla comunità e non come perdita di tempo, così che vedi dei cadaveri ambulanti e contagiosi che ti vengono vicino, prossimi al crollo finale dopo aver passato un paio di giorni a casa perché "io non ci resisto al letto"... e chi se ne frega, vieni a impeciare pure me? Ma stattene a casa, invece di fare l'eroe, significa essere imbecilli per se stessi e privi di rispetto per il prossimo.

L'Equinozio di Autunno quest'anno non so come festeggiarlo, si accettano suggerimenti. Intanto la mia mamma sta confezionando barattoli di marmellate di more e more sciroppate, con tutte quelle che abbiamo trovato.

Mio marito vuole che andiamo nella casa di legno che dovrebbero assegnarci a Fossa. Ma non si sa quando, probabilmente a inverno inoltrato, verso novembre... le chiacchiere riempiono l'aria qui come le foglie d'autunno i prati d'ottobre.
Siamo spariti dai TG perché, modello Pravda sovietica, nessuno deve sapere la realtà quale sia... le case non bastano per tutti, le tendopoli verranno chiuse per l'inverno e gli sfollati finiranno nei container o negli alberghi della costa adriatica fino a maggio 2010, prosciugando le già esigue rimanenze della protezione civile che, grande baraccone di mangia mangia, ha preso tutto il disponibile per la ricostruzione; aggiungiamoci che la distruzione è veramente immensa, nemmeno noi riusciamo ancora a quantificarla, è stato terribile questo sisma e non c'entra niente il criterio di costruzione degli edifici, qui si è aperta la terra e son caduti gli alberi, rendiamoci conto, son venute giù le montagne... non scherziamo facendo i professori con la pelle del prossimo.

Dal 28 di questo mese dovrei andare una settimana in Trentino, per rendermi conto, in loco, della fattibilità del trasferimento, parlando con qualcuno per le scuole delle figlie, per la casa in affitto, per un lavoro... con l'aiuto di Argante, Isabella, la mia carissima amica che vive a Malè.

Vi lascio guardando il cielo limpido di questo giorno settembrino praticamente perfetto: freddo, pulito, con poche nubi candide e un vento che scende dalle montagne ad agitare i rami delle querce che vedo dalla finestra del mio ufficio.

Un abbraccio autunnale a tutti.

3 commenti:

verderame ha detto...

vorrei dirti che passerà in fretta ma così non sarà ma spero che una porta si apra presto e che liberi la fiducia che ti serve. un abbraccio Marina

guja ha detto...

:-)Ti abbraccio Fulvia e spero davvero che tu riesca a realizzare al più presto questo nuovo progetto di vita!!!Un nuovo Bosco...una nuova Vita!!!
A presto.
Cristina

Elena ha detto...

Ciao Fulvia! Ti sono mancata un pochino? Ah ah ah, scherzo! Sono tornata poche ore fa dal Trentino Alto Adige, siamo stati 4 giorni a Gais, piccolo paesino, ma tanta quiete, l'ideale per farsi coccolare dalla natura e ristabilire la calma interiore.
Io amo il mare e il caldo sulla pelle, ma ti assicuro, che se mai dovessi essere costretta a trasferirmi, non avrei dubbi: la mia famiglia la porterei in Alto Adige. C'è uno stile di vita "sano" con valori che sono andati persi nelle nostre città, la natura è tenuta in grandissima considerazione e le persone sono schiette con occhi limpidi e mani callose! Adoro questi luoghi...
Ti auguro di trovare ciò di cui hai bisogno!
Un abbraccio e una calda buona notte. Elena.