Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

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venerdì 15 gennaio 2010

Imbolc



Nella Tradizione di Avalon che seguo, Imbolc lo celebreremo alla fine di questo mese, con la luna piena ^^
Vi riporto perciò dal sito dell'associazione, l'Ynis Afallach Tuath, un articolo in tema.

IMBOLC IN AVALON

La parola Imbolc deriva dall’irlandese e significa “nel grembo” poiché presso le antiche popolazioni che vivevano di pastorizia questo è il periodo in cui nascono i primi agnelli e si hanno perciò a disposizione latte e burro freschi, una vera ricchezza dopo i lunghi e bui mesi di gelo e stenti. In Avalon, questo portale è chiamato anche Gwyl Mair dall’antico gallese, cioè “festa di Maria”.

La comunità pagana odierna festeggia imbolc il primo febbraio, mentre in Avalon la data è preferibilmente calcolata secondo l’antico calendario luni-solare e cade al primo plenilunio dopo che il sole è entrato nel segno dell’Aquario.

Tradizionalmente questa festività segna un passaggio molto significativo: è il punto più oscuro dell’anno ma nello stesso tempo il primo festival della rinascita, in analogia con quanto accade a Yule: ormai il sole è rinato e le giornate iniziano ad allungarsi leggermente. In molte zone del nord europa è caduta la neve ma già i primi fiori come il crocus ed il bucaneve fanno timidamente capolino, segnando in modo inequivocabile l’inversione delle energie dal polo giamos ( “freddo, oscuro, invernale”) a quello samos (“luminoso, estivo”).

E’ancora tempo di nevicate e burrasche, di camini accesi e notti gelate, ma l’energia inizia a fermentare e crescere, come un bimbo nel grembo della madre. Nei paesi anglosassoni, Imbolc è anche definito “the quickening”, traducibile come “il risveglio”, dal verbo inglese “quicken” utilizzato per indicare i primi movimenti di un feto che la madre avverte nel grembo.

Nell’antica Roma in questo periodo si festeggiavano i Lupercali, giorni di feste e purificazioni rituali dopo il lungo inverno.

I celti dedicavano questo festival ed il priodo che esso inaugura ad una delle divinità più importanti e venerate del loro pantheon: Brighid o Bride “la Bianca” “la Splendente” “l’Altissima”. Brighid è una dea trina, protettrice della medicina, dell’arte bardica e della metallurgia, tutte attività sacre e rituali per eccellenza. Ella presiede alla guarigione ed alla purificazione, è signora delle erbe e dei rimedi medicamentosi, protegge in special modo le donne partorienti e le loro creature. Ispira i saggi ed i poeti nella creazione delle loro opere più belle. E’ dea del fuoco sacro che dona la vita e l’ispirazione e forgia le armi da guerra. Incarna prevalentemente l’immagine della Vergine, la bianca signora della primavera, in analogia con altre dee come Blodeuwedd o Arianrhod. E’ la Fanciulla che rinasce ma anche la Madre che partorisce il mondo e la Vecchia crona dell’inverno che muore. Sacri a Brighid sono i cigni, dalle candide piume ed il collo che ricorda un drago, guardiani delle acque dell’altromondo e del fuoco di trasformazione.

Ad Imbolc ci confrontiamo con la nostra parte più oscura, raggiungiamo il fondo della nostra Grotta personale dove attende l’Ombra, l’Inconscio, tutto ciò che deve essere portato a manifestazione. Dalla buia matrice del caos primordiale, iniziamo a riemergere e forgiare le nostre stelle, la materia informe viene plasmata dal fuoco della nostra passione e della nostra creatività. I nostri sogni prendono lentamente forma, come bambini nel ventre di una madre e vengono alla luce, con dolore, ma inesorabilmente.

E’ tempo di voltarci verso la luce, e percorrere la Grotta nel senso contrario, verso la Riemersione. Facciamo nostre le lezioni imparate duramente e voltiamo pagina, un nuovo capitolo del nostro percorso.

Gwyl Mair è associata nel paesaggio fisico di Glastonbury al Tor, nelle cui profondità si dice vi sia il passaggio per l’Altromondo, la buia caverna di Ceredwen e Gwyn ap Nudd, dove risiede il calderone delle Morgen, la pietra omphalos che è il centro del mondo, il luogo della trasformazione e della rinascita. Il Tor è il ventre della Vecchia Sterile dell’inverno: dalle sue profondità nasce la Sorgente Bianca, che sbocca limpida e cristallina fra mille cunicoli, al suo fianco. Qui le donne si raccolgono per portare offerte a Brighid e legare nastri agli alberi. Brighid è infatti anche signora delle fonti e dei pozzi, luoghi di guarigione e purificazione. La neve immacolata che scende a ripulire il terreno e lo protegge come una soffice coltre è la sua manifestazione.

Attività rituali caratteristiche di Imbolc in Avalon sono connesse con gli elementi fuoco e acqua. L’acqua viene bendetta e utilizzata per riti di guarigione e purificazione, spesso fredda, meglio se di fonte, e ad essa possono essere aggiunti sale ed erbe come salvia e limone. Piccole scope fatte di legno di betulla vengono utilizzate per spruzzare l’acqua sulle persone e gli oggetti da benedire, in particolare la casa ed il focolare. Il latte viene spesso lasciato in offerta presso le sorgenti o versato sulle statue della dea, o anche sul terreno.

Per quanto riguarda il fuoco, Imbolc è il tempo delle candele e dei falò che scacciano l’inverno e richiamano la luce della rinascita, della creatività, della trasformazione. Le candele dell’anno trascorso vengono lasciate consumare tutte o seppellite e si comprano o si fabbricano le nuove candele, che vengono poi unte con oli ed erbe profumate per consacrarle e benedirle. Questa usanza sopravvive nei secoli con la festività cristiana della Candelora, cosi come Brighid è sopravvissuta nella figura di santa Brigida di Kildare, il monastero irlandese, “tempio delle quercie” dove un fuoco perenne veniva vegliato costantemente da 19 monache, come le 9 sorelle vegliano il Avalon il calderone della trasformazione e dell’Awen.

A Gwyl Mair si costruiscono inoltre le “brigidine”, piccole bambole di stoffa, ornate con fiori o paglia e viene per loro costruito un letto nuziale in un cestino. Le piccole brigid vi vengono deposte alla vigilia di imbolc, vicino al camino, e si dice che la dea passi a benedire ogni focolare dove sia una bambola, e lasci un'impronta nelle ceneri del fuoco.

Ad ogni Imbolc una nuova brigid viene cucita ritualmente, con tutti i sogni e le speranze per il nuovo anno ricamate ad ogni punto e ciclo dopo ciclo esse vanno a rappresentare la continuità dell’esistenza, il lignaggio di avalon, le sorelle che erano, sono e saranno.

Infine, un’ultima attività tradizionale consiste nel forgiare con la paglia dell’ultimo covone conservato dal raccolto delle croci solari a quattro bracci uguali, dette “croci di brighid” che rappresentano dei potenti talismani contro il male e proteggono il futuro raccolto.

I colori di Brighid sono il bianco ed il rosso, i colori dell’Altromondo, del sangue che dona la vita, del latte e del seme.

Onoriamo Brighid e le Antenate, la Vecchia che muore e la Fanciulla che torna a seminare la vita ed i sogni nel mondo. E’ tempo di affrontare l’Ombra, di svelare i nostri misteri e guardare negli occhi la nera Cailleach. Emergiamo dal ventre della Madre per portare i suoi doni nel mondo.

-Caillean-

fonte: http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=9&mode=thread&order=0&thold=0

3 commenti:

Elena ha detto...

Ciao! Finalmente riesco a ricollegarmi con il mondo esterno... Ho avuto dei problemi col p.c.!!!
Come state? Tutto bene spero, e tu cara come hai iniziato l'anno nuovo?
C'è qualche piccolo segnale di cambiamento?
Aspetto tue notizie e ti abbraccio forte, Elena.

Daniela ha detto...

Ero rimasta un po' indietro e dunque buon compleanno alle bambine ed anche a te. Sempre grazie per volere condividere con noi "babbane" le tue conoscenze. Leggo questi post sempre con grande interesse. Un abbraccio, Daniela

Altar di Lòrien ha detto...

Grazie di avere segnalato questo sito che non conoscevo.