Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







martedì 6 aprile 2010

un anno dopo

Nella luce delle candele e delle fiaccole gli occhi di chi è rimasto.
La ruota ha chiuso un giro, un cerchio si è compiuto.
A spirale su di esso si è innestato il tempo, tempo che si era frantumato un anno fa, rinchiudendoci in una bolla senza aria.
Ora tutto comincia di nuovo e io non so come e che cosa fare. A 40 anni non sono bimba che possa imparare. Non mi resta che attingere da quei brandelli di speranza che spero non mi abbandonino.

2 commenti:

bettin ha detto...

ti ho pensato molto ieri....pensavo al tuo dolore....perchè immaginavo riafiorasse...pensavo alle tue bimbe con le loro angosce paure e nello stesso tempo speravo che la loro giovane età le aiutASSE.....non so se il mio pensiero è arrivato fino a te,ma ti assicuro che era forte....ti abbraccio,anche se sono molto assente dA QUESTO MONDO VIRTUALE ....BETTA

Elena ha detto...

Credimi, non sei l'unica che cerca di aggrapparsi a "quei brandelli di speranza" per andare avanti, o meglio, per cominciare di nuovo, inesorabilmente...A distanza di un anno, più di un anno, ad oggi, la speranza non mi ha mai abbandonata, ma mi ha spinto a restare...e aiutare...