Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







lunedì 6 dicembre 2010

Il sonno dell'anima

Mi rendo conto che cammino in questo periodo come se dormissi, ma non comunemente inteso come l'assenza di lucidità e di attenzione, quanto più somigliante al sonno dell'inverno, al letargo di piante e animali che si rigenerano nel silenzio e nell'oscurità.
Sono convinta che anche a noi esseri umani dovrebbe essere data questa possibilità.
La società contadina che è scomparsa aveva questi ritmi, d'inverno si poteva solo attendere, dopo aver praparato la terra e averla colmata di semi,  si pulivano e sistemavano gli attrezzi, si facevano quei piccoli o grandi lavori di riparazione che non era stato possibile eseguire nel ritmo intenso dell'estate e del raccolto, si accudiva maggiormente la casa, le donne si dedicavano di più al focolare e ne beneficiavano figli, mariti, animali domestici e famiglia allargata. 
Ormai le nostre stagioni sono quelle virtuali di una serra e i ritmi stagionali, nonostante i segnali che il nostro corpo ci invia, vengono sistematicamente ignorati in favore di un'esistenza falsata che pare la sola possibile.
Ecco, invece la mia anima dorme, dorme e cresce, come i bambini, dorme e assimila nutrimento e prepara progetti sognando per la stagione in cui la luce tornerà.
Amo profondamente l'inverno, i suoi giorni corti, la sua luce schietta, le cime innevate dei monti, il freddo limpido di un cielo stellato, il silenzio del riposo stagionale.
S'approssima Yule, il Solstizio d'Inverno, quando la luce giungerà a rinascere, l'oscurità sarà la più lunga dell'intero anno e il grembo gravido della Dea ospita il Sole bambino che nascerà ancora.
E io preparo il mio albero di Yule, giacchè al natale cristiano ben s'addice il presepe ma nostante i tentativi degli scrittori cattolici di identificarlo con Cristo, l'albero è un simbolo preesistente e da sempre pagano, un ponte nel tempo e nello spazio, l'albero cosmico, la vita che non muore neppure nell'oscurità che tutto pare inghiottire.
Sto pensando a quali addobbi mettere, da quest'anno vorrei farne con le mie mani, mettere su ogni anno parte della mia storia, della storia della mia famiglia, del cammino che seguo, della Tradizione in cui mi muovo, del mio essere donna, madre, moglie, pagana, figlia e seguace della Dea.
E dentro di me i colori sono il rosso, il verde e l'oro della tradizione.
Se riuscirò nell'intento come spero, avrò dato inizio a qualcosa di esclusivamente mio.

5 commenti:

Elena ha detto...

Sono sicura che riuscirai nel tuo intento e creerai addobbi unici e pregni di sensazioni, di storia, di attesa...

Berkana ha detto...

Vedrai che ci riuscirai senza nessun problema, ci vuole solo un po' di tempo e dalle tue manine nascerà qualcosa di splendido!
Ciao
Berkana

Corinne. ha detto...

Coucou la miss !!
Un petit passage sur ton blog pour avoir de tes nouvelles !!
Tes petites filles sont trop mignones .
Je t'embrasse
amitié
corinne

Pisi ha detto...

Bellissimo questo post, mi ci ritrovo in pieno!
Sono sicura che i tuoi addobbi saranno meravigliosi! Sarebbe bello poter vedere qualche foto!
Un abbraccio
Pisi

Anonimo ha detto...

Il semble que vous soyez un expert dans ce domaine, vos remarques sont tres interessantes, merci.

- Daniel