Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

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domenica 14 luglio 2013

Femminino non vuol dire demoniaco

Da quando Dan Brown con quel suo ridicolo libro, o forse da prima, ha innescato nei poveri cervelletti odierni l'idea del femminino tutti ne discettano... ma pochi ne sanno. Che cosa è in effetti? Di sicuro non c'entra niente con le femen, che sono l'avvilimento e lo squallore della femminilità nè con le femministe che hanno fatto della loro lotta una guerra contro il maschile e non contro il maschilismo, assorbendone e riproponendone passivamente e con rabbia tutti gli stereotipi peggiori (corsa al potere, l'altro come mezzo per arrivare ai propri obiettivi, distruzione della casa intesa come focolare, della famiglia, dei figli, vergogna del proprio corpo se non è usato per affermarsi a discapito dell'altro...) ...
Il femminino è quel dono sacro, quel sacro fuoco che vive dentro ogni donna, per piccina o anziana che sia, che lo riconosce, lo coltiva, lo custodisce come una scintilla vitale perché sa che può renderla luminosa, armonica, forte, decisa, materna, accogliente, creativa, bellissima e del tutto lontana dai canoni imposti dalla società patriarcale oggi portati avanti quasi esclusivamente dalle donne.
Gli uomini sono smarriti, in un angolo, incapaci di costruirsi un ruolo positivo in un mondo che non capiscono, dove le donne senza femminino hanno preso il loro posto, dove loro stessi non sanno staccarsi dai modelli culturali che li hanno preceduti e riscrivere la propria storia, il proprio modo di essere.
A tutto questo distorto modo di vedere che ora costerà sangue cambiare ha contribuito in modo pesante il cristianesimo come l'ebraismo e l'islamismo, le cosiddette religioni del libro, dove l'uomo ha ragione di fare tutto quello che vuole come vuole e quando vuole solo perché maschio.
La Dea ci aiuti a costruire un mondo sacro in cui il Femminino torni ad essere un valore.

1 commento:

Rosa ha detto...

Sacrosante parole. Dove andremo a finire di questo passo?