Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







giovedì 4 settembre 2008

Sleeper cell_riflessioni


Sto guardando e riguardando in questi giorni le puntate del serial tv che ho registrato, sono all'inizio ancora, ho cominciato dalle ultime quattro della seconda serie e poi riniziato, replicandole il canale satellitare, dalla prima, ma sono sedotta completamente.
Dalla storia, dal mondo così sofferente e luminoso che sto conoscendo, dalla vita di persone così diverse fra loro, dal taglio crudo del serial, ottima sceneggiatura, dalla bravura dei protagonisti.
E i miei ormoni (ghghghg!) mi stanno giocando un brutto scherzo.
Oded Fehr è semplicemente irresistibile, bontà sua. Anche nelle vesti "perfide" del cattivissimo terrorista, perverso angelo di luce con rari sprazzi di umanità, anche se ferita.
Michael Ealy, oltre ad essere bellissimo, è bravo con la B maiuscola.
Gli altri mi piacciono molto, Henry Lubatti su tutti, il bosniaco Ilija Korjenic che ha visto massacrare tutta la sua famiglia dai cristiani e si è salvato per caso, raccolto dai mujjaidin (non come si scriva).
In questo momento, chiedo scusa a chi passa di qui, ma questo blog è e resta soprattutto un mio diario personale... dicevo, mi inginocchierei (non per venerare ma per comodità) davanti al bel Faris al Farik per esprimergli, bocca e mani, la mia devozione... ah, ah, ah...!
Tale mentale atteggiamento di femminile sottomissione piuttosto estraneo all'Islam, sto scoprendo, dove donna e uomo sono stati creati uguali e con uguali diritti e la madre eva era colpevole come il padre adamo e non di più perché donna, è invece frutto autentico di un occidente che "libera" la donna per poterne usare di più e meglio... e qui il discorso sarebbe lungo...
Comunque, che volete farci, gli ormoni sono ormoni e i pensieri lontani e polverizzati dalla quiete del pomeriggio.

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