Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

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venerdì 19 settembre 2008

Strega, tra verità e menzogna


Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle" (Voltaire)

La strega è una donna ritenuta dedita all'esercizio della stregoneria, ovvero, secondo vasta credenza popolare tradizionale a molte culture, una donna che si ritiene sia dotata di poteri occulti; il suo omologo maschile è lo stregone.

La figura della strega ha però radici che precedono il cristianesimo ed è presente in quasi tutte le culture come figura a metà strada tra lo sciamano e chi, dotato di poteri occulti, possa utilizzarli per nuocere alla comunità, soprattutto agricola.

È stata avanzata l'ipotesi che la stregoneria sia l'interpretazione fantastica dell'intossicazione da Ergot.[1]

Solitamente le streghe si distinguono in due categorie, streghe nere e streghe bianche. Secondo la tradizione, le prime hanno più probabilità ad avere contatti con il male, mentre alle seconde, vengono attribuiti dei poteri di guarigione.

Il termine deriverebbe dal greco "stryx, strygòs" e sta per "strige, barbagianni, uccello notturno", ma col passare del tempo assunse il più ampio significato di "esperta di magia e incantesimi". Nel latino medioevale il termine utilizzato era lamia, mentre nell'Italia dei giorni nostri il sostantivo varia molto a seconda della zona. Possiamo perciò trovare:

Masca (Piemonte)
Bàsura (Liguria)
Borde (Toscana)
Strìa (Lombardia, Provincia di Piacenza)
Janara (Campania)
Cogas, stria, brúscias o maghiargia (Sardegna)
Striga/Strigo (Veneto)
Mavara (Sicilia)
Magara (Calabria e Basilicata)

Sin dall’antichità, le streghe sono non di rado rappresentate accanto ad un filatoio o nell'atto di intrecciare nodi, a richiamare l'idea di vendetta, tessendo, cioè, il destino degli uomini e ponendoli di fronte a mille ostacoli. Inoltre, ogni strega della tradizione è accompagnata da qualche strano animale con caratteri diabolici che fungerebbe da consigliere della propria padrona, quali gatto, corvo, civetta, topo o rana. E ancora, le loro stregonerie avvengono in giorni stabiliti in base al ciclo naturale.

Inoltre, un'altra immagine tradizionale e popolare della strega la rappresenta in volo a cavallo di una scopa. Questa iconografia dichiara esplicitamente la sua parentela con la Befana, e l'appartenenza di entrambe le figure all'immaginario popolare dei mediatori tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Al giorno d'oggi, in ambito religioso si intende per "strega" il seguace della Stregoneria moderna (chiamata Wicca) o della Stregoneria Tradizionale (quella Italiana chiamata Stregheria), appartenente all'ambito del Neopaganesimo.
(non necessariamente, aggiungo io... il cammino di ricerca è lungo, il sentiero tortuoso, la verità diversa da quella che crediamo di conoscere, le streghe esistono ma non hanno naso a becco con porro sopra, occhi rossi e scopa tra le gambe, questo termine abusato è in realtà un dispregiativo per etichettare, chiudere e distruggere una realtà soprattutto femminina che in epoca arcaica nulla aveva a che vedere con le superstizioni medioevali o i roghi seicenteschi)

Nella storia della letteratura la figura della strega e quella della maga sono spesso intrecciate partendo da Medea, che è al tempo stesso una sacerdotessa di Ecate, ed una guaritrice o avvelenatrice, passando per Circe fino ad arrivare alle figure di Alcina nell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, senza dimenticare le streghe e maghe della saga fantasy del Ciclo di Avalon, scritta da Marion Zimmer Bradley (in realtà nel ciclo di Avalon si parla di sacerdotesse della Dea Madre...). In comune hanno la capacità di essere incantatrici e tessitrici d'illusioni.

Il romanzo storico di Sebastiano Vassalli La chimera racconta le vicissitudini di una bella ragazza processata per stregoneria. Un tema simile viene affrontato anche nei romanzi di Celia Rees Il viaggio della strega bambina e Se fossi una strega.

In Aradia, o il Vangelo delle Streghe, scritto da Charles Godfrey Leland nel 1899, l'autore descrive in forma romanzata antichi riti della tradizione stregonesca italiana, la stregheria. Nel testo si narra di Aradia, figlia della dea Diana, che scende sulla terra per insegnare l'arte della magia alle donne.

Bibliografia
Luisa Muraro, La signora del gioco - la caccia alle streghe interpretata dalle sue vittime, Baldini Catoldi Dalai, 2006, ISBN 88-7738-449-2

Margaret A. Murray, Il Dio delle Streghe, Astrolabio-Ubaldini, Roma, 1972.

Brian P. Levack, La caccia alle streghe in Europa agli inizi dell'eta moderna, Roma, GLF editori Laterza, 2003

Lorenzo Lorenzi, La strega : viaggio nell'iconografia di maghe, malefiche e fattucchiere Firenze, 2005, Centro Di

Margaret A. Murray, Le streghe nell'Europa occidentale, Garzanti (su lic. Tattilo), Milano, 1978

Levack Brian P., La caccia alle streghe in Europa agli inizi dell'età moderna, Laterza, 2006

Giovanni Romeo, Inquisitori, esorcisti e streghe nell'Italia della Controriforma, Sansoni, 2003

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Strega

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