Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







giovedì 16 agosto 2012

Il clima cambia

Sembra la considerazione di chi come me non ama il caldo e inizia a soffrire quando la temperatura supera i 25 °C. Forse lo è, ma sarebbe sciocco non notare come sia davvero cambiato il clima in questi ultimi quindici anni: estati torride e sempre più lunghe e implacabili, inverni tiepidi e siccitosi, le montagne senza neve, le falde che si abbassano, l'acqua che scarseggia e c'è chi stupidamente è contento perché convinto di avere un guadagno dal maggior caldo, non saprei proprio quale, a parte l'afa e il sudore e la mancanza di riposo notturno...
Vivo a 850 mt tra le montagne e la temperatura raggiunge i 32/36 °C. Vi sembra normale? Qui ci sono querce e castagni e abeti e tutti soffrono la sete. Si parla ogni anno di evento eccezionale. Ma quando l'eccezionalità diviene una costante, non è che forse è cambiato qualcosa?
L'Italia è divisa in due, al centro nord piogge e frane e smottamenti e danni e morti e colture distrutte, al centro sud arsura, canicola, incendi, distruzione e morte... Che quadretto idilliaco per gli anni a venire. Le risorse di questo povero pianeta spolpato dalla bramosia di pochi stanno esaurendosi in modo vertiginoso.
E si pensa al nuovo cellulare, alle ragazzine svestite della tv, al calcio mercato estivo, alle bravate dei politici...
Con buona pace di Nerone, Caligola e soci che stanno solo aggravando una situazione già pessima.
Perché non iniziamo a piantare alberi anziché distruggere e devastare? A punire i piromani come criminali veri? A proteggere piante e uccelli e animali e campi coltivati, a eliminare i campi da golf i cui fertilizzanti inquinano fiumi e falde e che consumano milioni di metri cubi giornalieri di acqua, acqua che è la vera ricchezza del nostro futuro e del nostro presente, alla faccia della guerra per il petrolio mascherata da guerra di liberazione da chi ha bisogno per la propria industria pesante del petrolio e della morte e delle industrie belliche per la propria crisi economica nazionale che si è espansa come un cancro e ha contagiato il mondo intero....
Se non iniziamo noi, ognuno di noi, con giardini, terrazzi, balconi, vasi, a seminare fiori e piante, a coltivare ortaggi, a offrire un nido agli uccelli che cooperano a disseminare le piante e ci tolgono di torno insetti e parassiti e ai pipistrelli, che sono lo specchio della salubrità dell'ambiente e ci rendono un servizio liberandoci dai parassiti notturni... chi lo farà? Nessuno.
E' la nostra vita quella che dobbiamo difendere, quella dei figli e dei nipoti.
Ci riguarda, gente. Ci riguarda tutti. Ma qui e ora, non forse e domani, quando si presenterà l'occasione giusta.
Noi siamo la nostra unica occasione, non possiamo mancarla!

3 commenti:

Paoletta ha detto...

condivido al 100% quanto hai scritto!!!!!!!

Silvia ha detto...

Giuste considerazioni ma io vivo in Toscana, sulla costa e devo dire che la mentalità più diffusa è che ilcaldo è bello che se hai caldo ti fai un bagno in mare e che se piove rovina tutta la stagione.Si lamentano anche se piove in inverno.Io la penso come te ma non perchè adoro la montagna, ma perchè se mi giro intorno già da mesi i campi sono riarsi dal sole, l'erba è sempre più secca e le foglie degli alberi sono accartocciate dalla siccità.
Quando ero piccola il freddo era pungente in inverno, le pozze d'acqua giacciavano, e anche se non nevicava mai era freddo.
Adesso sono in montagna in ValCasies ed oggi faceva caldo, ovviamente per me era tollerabile, ma alcune persone del luogo non hanno ricordo di estati così calde.
Se non cambia la mentalità, ed io ho forti dubbi purtroppo, il futuro non sarà così bello.

NycteaNoctua ha detto...

Condivido i tuoi pensieri... sono appena tornata dalla Sardegna letteralmente bruciata dal sole ma ho avuto l'occasione di conoscere unaa persona che pratica (nell'entroterra, una zona aridissima) la permacoltura per le sue coltivazioni! Beh, ho visto degli orti straaripanti e rigogliosi in mezzo al "deserto"! Le soluzioni ci sarebbero... è solo che i "soliti pochi" dovrebbero rinunciare ai loro esclusivi guadagni! In ogni caso io cercherò di "riprodurre qui" quel che ho visto fare!
Ciao!
:-)