Questo diario è lo specchio della mia anima, non sempre nitido, quindi, non sempre univoco, ma sicuramente intimo e prossimo al mio più vero sentire.

Restate pure con me, sostate, riposatevi, condividete, con rispetto, educazione e disponibilità di cuore.


Questo bosco è la mia casa.







sabato 4 agosto 2012

Il mio bosco

Vorrei avere un pezzo di terra per piantarci degli alberi, vorrei avere il tempo per vederli crescere, vorrei ammirarne il verde sempre diverso delle foglie e i marroni o grigi dei tronchi, godere dei fiori se fossero alberi da frutto e dei profumi... Vorrei il mio bosco, un luogo solitario, tutto per me, dove disegnare con le pietre un cerchio da circondare di una fitta bordura di rose selvatiche capaci di formare una siepe fitta e abitabile per uccelli, piccoli mammiferi e creature fatate... Vorrei disseminarvi sul soffio del vento fiori di ogni genere e lasciare che vi scorresse al centro un ruscello capace di formare una polla in cui immergersi, accanto a una solitaria, antichissima roccia e ovunque verde e penombra d'estate, fiori e canti in promavera, oro e ruggine e vento in autunno, silenzio e neve e attesa d'inverno... Il mio bosco, che non esiste, non qui, non ancora.

1 commento:

Carolina Duepuntozero ha detto...

Ma esisterà. Potrebbe già iniziare ad esistere. piccolo, quasi invisibile agli altri, ma salvifico per te. Non nell'immaginazione, non solo lì, almeno. Potrebbe iniziare con un alberello comprato dal vivaio. Un bonsai pregno di significato, un ciliegio che al solo sguardo è in grado di catturare il tuo disagio e scioglierlo dandoti la pace di una camminata nel bosco. Piccoli passi, piccoli importanti passi per realizzare i tuoi bisogni.